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la banca fallita

Per il crac Carife bis l’inchiesta va avanti. Altra raffica di indagati

I pm Barbara Cavallo e Stefano Longhi
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I pm Barbara Cavallo e Stefano Longhi

Ferrara. Accusati in 34 di bancarotte per distrazione e dissipazione. Ma si prosegue per valutare consociate e i grandi debitori

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FERRARA. Il processo per l’aumento di capitale va avanti in tribunale tra tecnicismi e sfilate di testimoni, ma la domanda che si pongono tanti sul crac Carife è riferita alla vera e più importante inchiesta sui motivi che hanno portato al fallimento della Cassa di Risparmio, dal 2007 fino al 2015. E allora, la domanda è: quando finirà l’inchiesta sul crac Carife bis?

Inchiesta scaduta ma...

L’inchiesta è scaduta il 20 ottobre scorso, appena un paio di giorni fa: e non è prorogabile. E dunque non ci sarebbe più tempo per indagare, la procura dovrebbe chiudere, subito. Invece, si faccia attenzione, questa scadenza riguarda i primi 25 indagati, perché strada facendo in questi 2 anni di indagine si sono aggiunti la primavera scorsa altri 9 indagati e adesso la procura starebbe valutando, sulla richiesta degli ultimi atti della Guardia di finanza la posizione di quasi un centinaio di persone.

E allora? La risposta netta è: l’inchiesta Carife bis va avanti, tutti gli atti che verranno svolti da oggi in poi potranno essere inseriti nel fascicolo indagine solo per le posizioni non scadute: per quelle dei primi 25, dirigenti e amministratori (gestione Murolo-Santini, poi Lenzi-Forin e i vari membri dei cda e collegi sindacali succeduti dal 2007 al 2013) gli inquirenti avrebbero già le idee chiare. Ora restano le altre posizioni, di dirigenti e vari cda della varie società consociate di Carife (Commercio e Finanza, una per tutte) e soprattutto, la procura (pm Cavallo e Longhi coadiuvati dagli ispettori della Guardia di finanza) dovrà verificare le posizioni dei “famosi” grandi debitori (imprenditori tutti falliti), coloro che dopo aver ottenuto linee di credito e prestiti macroscopici, lasciarono nelle casse di Carife voragini: gli altrettanto famosi “crediti deteriorati”, soldi mai più rientrati e diventati la zavorra che ha portato al fallimento di Carife.

Dissipazione e distrazione

L’inchiesta Carife Bis, non a caso, deve valutare diverse tipologie di bancarotte: prima tra tutte quella dissipativa, per aver depauperato il patrimonio con operazioni diventate buchi e poi la bancarotta distrattiva, aver dirottato i capitali di Carife verso altre società. Ipotesi su cui lavora da anni il pool di investigatori, lo stesso che ha chiuso l’inchiesta sul crac-aumento di capitale, e seguendo il processo in corso. —


 

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