Blitz contro il traffico di pedopornografia Nei guai un ferrarese
Perquisizioni in tutta Italia da parte della Polizia Postale Un arresto, 14 persone denunciate, 200 stranieri segnalati
L’inchiesta si è propagata in tutta Italia, in tante diramazioni, come accade sempre quando si parla di pedofilia via internet. Il blitz della Polizia postale e comunicazioni è scattato anche a Ferrara, dove gli agenti ferraresi hanno perquisito la casa di un giovane ferrarese ora è indagato assieme ad altre 14 persone in tutta Italia, mentre sono altre 200 le persone segnalate, tutti stranieri, a conferma che lo “spaccio” (nel senso di distribuzione compravendita) di centinaia di file pedopornografici non ha confini geografici.
Procura antimfia in campo
Il maxi blitz è stato ordinato e coordinato da Catania, dove la Procura distrettuale antimafia (competente per questi reati) ha concluso l’indagine contro la pedopornografia on-line portata avanti dalla Polizia postale e delle comunicazioni.
In tutto 15 le persone denunciate, tutte italiane, di varie province (quelle interessate dalle perquisizioni, ossia Belluno, Bergamo Bologna, Milano, Potenza, Siracusa, Torino, Verona e Vercelli e appunto Ferrara). E dicevamo anche circa 200 stranieri che saranno segnalati alle autorità dei vari paesi dove abitano. L'indagine chiamata «Showcase», svolta dalla polizia di Catania sotto la direzione del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, aveva preso il via da una attività di monitoraggio sul web. Da queste verifiche è emerso il successivo ritrovamento su una piattaforma di un paese estero, in Europa, di un forum con pagine dedicate alla pornografia minorile contenenti immagini di chiara matrice sessuale nonché commenti che istigavano pubblicamente a commettere atti sessuali su minorenni, che sono risultati postati da centinaia di utenti, adesso etichettati come “pedofili” almeno nell’inchiesta.
Indagine fa boom
Inchiesta che ha fatto boom, il classico salto al livello superiore, in quanto durante le perquisizioni è stato arrestato un 32enne veronese (nel ruolo di possibile “distributore”) perché aveva in casa (nelle memorie dei computer) centinaia di file pedopornografici di gravità inaudita. Sul suo conto, il gip del tribunale veneto ha già convalidato l'arresto, mentre ora parte lo studio del materiale informatico sequestrato che sarà sottoposto ad analisi da parte degli specialisti della Polizia postale. —
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