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Il professor Appendino spiega cosa è cambiato negli ultimi anni «Effetti dannosi per gli adolescenti, poco chiari quelli sugli adulti» 

Canapa, una pianta millenaria ma ancora poco conosciuta «Tutto dipende dal suo uso»

Annarita Bova
Canapa, una pianta millenaria ma ancora poco conosciuta «Tutto dipende dal suo uso»

L’intervistaDue giorni dedicati alla Canapa, il prossimo weekend a Pomposa. E gli occhi sono puntati sul convegno del 27 ottobre dal titolo “Cannabis medica e industriale. Usi della pianta e...

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L’intervista

Due giorni dedicati alla Canapa, il prossimo weekend a Pomposa. E gli occhi sono puntati sul convegno del 27 ottobre dal titolo “Cannabis medica e industriale. Usi della pianta e prospettive di una filiera emergente”, realizzato con il supporto di Enecta e Green Valley. Tra gli ospiti, il professore Giovanni Appendino dell’Unversità di Novara.

La pianta della canapa ha radici molto antiche ed è stata coltivata dall’uomo nella sua triplice valenza di specie alimentare (semi), tessile (fibra) e medicinale/rituale (resina). Eppure continua ad evocare il mondo della droga. Cosa è cambiato negli ultimi anni?

«È aumentata la consapevolezza che la canapa - dice - ha usi medicinali indipendenti da quelli ricreazionali; questa attenzione è servita da traino per la filiera alimentare e quella tecnologica della pianta».

Quando si parla di canapa si pensa subito alla marijuana. Qual è la differenza tra le coltivazioni?

«Marijuana è un termine mal definito. Tecnicamente fa riferimento alle sommità fiorite della pianta femminile della canapa narcotica, ma viene in generale utilizzato per tutte le forme ricreazionali della pianta e quindi anche alla resina pura, che sarebbe più corretto definire hashish. La composizione, e quindi gli effetti della marijuana dipendono dalla natura della pianta di origine e dalla modalità di consumo. Il potere narcotico è proporzionale al contenuto di delta-9 THC, ma gli effetti sono modulati dalla presenza di altri cannabinoidi, ed il particolare il cannabidiolo (CBD) che hanno proprietà anti-narcotiche, interferendo con la “ricreazionalità” del delta-9 THC. Questo composto non è stabile, e perde il potere narcotico. Molto importante è anche chiarire se la marijuana venga fumata “in purezza”, come succede negli USA, o mescolata al tabacco, come è più frequente in Europa. La miscelazione con il tabacco aumenta la temperatura di combustione dello spinello, portandola vicino ai 1000 gradi di una sigaretta, e questo velocizza la formazione del delta-9 THC, che non è presente nella pianta ma si forma per decomposizione termica di un precursore. Queste differenze rendono difficile interpretare la letteratura sugli effetti dannosi della marijuana negli adulti, mentre sugli effetti dannosi sugli adolescenti c’è concordia completa».

Cosa si intende per uso terapeutico?

«Ci sono delle malattie - precisa Appendino - il cui trattamento migliora, in particolare con il CBD. Da solo nelle epilessie infantili, o combinato con il THC nel caso della spasticità da sclerosi multipla. Esistono farmaci più efficaci per tutte le indicazione dei prodotti farmaceutici a base solo di THC o di un suo analogo sintetico, anche se questi prodotti possono esser utili per alcuni pazienti».

La provincia di Ferrara ha visto per diverso tempo ettari ed ettari coltivati a canapa. Poi cosa è successo?

«In Italia, la filiera della canapa era quella tecnica, per la produzione della fibra, e la qualità delle varietà italiane era molto apprezzata anche all’estero. Poi arrivò la decisione scellerata di fare di tutte le erbe un fascio e proibire completamente la coltivazione della canapa, che era già in ribasso costante per la competizione da parte delle fibre». —

Annarita Bova

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