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oggi la conclusione  

La Cgil in pieno congresso «Lavoro, non assistenza»

Lauro Casoni
La Cgil in pieno congresso «Lavoro, non assistenza»

Zagatti: il gruppo dirigente entro l’anno dovrà fare una conferenza di programma La provincia di Ferrara non riesce a reggere il passo della media regionale

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Si chiude oggi il XIX Congresso provinciale della Cgil di Ferrara alla Multisala Apollo a Ferrara con l’elezione dell’assemblea generale e del comitato direttivo che condurrà la federazione nei prossimi anni di mandato.

Un percorso che nasce dal basso quello che ha interessato da aprile oltre 15mila iscritti con 681 assemblee e che hanno eletto complessivamente 623 delegati e delegate. Nelle scorse settimane si sono svolti i congressi di tutte le categorie della Cgil con l’elezione, per ognuno degli organismi direttivi e dei segretari generali. Tante le riconferme ma anche qualche cambio ai vertici. 224 i delegati che dovranno votare quindi il nuovo comitato direttivo che eleggerà a sua volta il segretario generale. 99,5 % è la percentuale di consenso che nella nostra provincia ha ottenuto il documento “Il Lavoro é”.

La relazione di Zagatti

La mattina di ieri è iniziata con il lungo intervento del segretario generale uscente Cristiano Zagatti che ha tracciato con la propria relazione lo stato di salute dell’economia partendo dai non “entusiasmanti” scenari mondiali per scendere sull’obiettivo “Ferrara”, sottolineando che le vicende economiche della nostra provincia sono strettamente legate alle modificazioni di rotta dei grandi paesi che trainano l’economia mondiale.

Per Zagatti «La guerra commerciale, per esempio, che vede dall’aprile 2018 come attori America e Cina si è allargata in fretta: il prezzo si sta già pagando anche in alcune aziende della nostra provincia. È il caso di una nota azienda di Cento produttrice di bruciatori per caldaie, che dopo un 2017 record per fatturato vede da questo mese l’avvio degli ammortizzatori sociali, subisce il crollo degli ordini per la reazione della Cina, che in risposta ai dazi americani, blocca gli sgravi per incentivare il passaggio dal carbone al gas».

Cresce anche la povertà relativa dell’1,7% rispetto al 2016, esprimendo chiaramente l’aumentare delle difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi per oltre 3 milioni di famiglie, quasi 9 milioni e mezzo di persone. «Non voglio sminuire l’importanza delle misure di contrasto alla povertà introdotte il 15 marzo 2017, come il reddito di inclusione sociale e quello di solidarietà voluto dalla nostra Regione, ma abbiamo - ribadisce Zagatti - una necessità straordinaria: cambiare il modello economico liberista. Lo si deve fare creando lavoro e non assistenzialismo. Il reddito di cittadinanza proposto dal governo non va nella giusta direzione. È una truffa lessicale».

«La nostra provincia, – sottolinea il segretario – non riesce a reggere il passo della media regionale. A dieci anni dalla crisi ha visto allargare il divario economico con i territori più ricchi. È giunto il tempo quindi di presidiare il territorio insieme facendo nostro l’insegnamento di Bruno Trentin, presidiamo i posti di lavoro. Abbiamo le idee, abbiamo le forze, per cambiare in meglio la condizione delle persone. Ritengo che il nuovo gruppo dirigente che uscirà da questo nostro congresso, entro l’anno debba promuovere una conferenza di programma».

Lauro Casoni

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