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Palazzi del degrado Pronti rimedi contro le brutture

Gian Pietro Zerbini
Palazzi del degrado Pronti rimedi contro le brutture

All’esame le strutture che deturpano l’ingresso della città Soluzioni vicine in via Ravenna e in via Bologna

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Indubbiamente non sono un granché come biglietto da visita posti all’ingresso della città e proprio per questo l’amministrazione comunale sta facendo leva per cercare di recuperare il degrado provocato da quelle costruzioni fatiscenti in bella vista, anzi sarebbe più opportuno parlare di “malavista”.



Quasi tutte le strade che dalla periferia portano nell’immediato centro storico hanno almeno un elemento disorganico nel quadro urbanistico complessivo del territorio cittadino.



Venendo da Nord Ovest ci si imbatte con i numerosi edifici ormai fatiscenti che un tempo ospitavano il nucleo storico di fabbriche ed attività produttive in quello che una volta veniva definito il polo del lavoro. Con l’abbattimento dell’ex Felisatti in via del Lavoro sta iniziando una prima politica di demolizione di quelle storiche brutture con l’auspicato inizio di una nuova fase di riqualificazione che prevede anche interventi nell’area della stazione e del grattacielo. In questo caso nell’asse di via Modena sono molti i privati che non ottemperano alle richieste di migliorare il degrado dovuto all’abbandono di vecchie strutture.



Nell’area dell’ex Pizzeria Marechiaro di via Ravenna da anni campeggia un edificio degradato che si trova davanti ad un vuoto causato da un cantiere mai concluso. L’assessorato all’urbanistica sta seguendo l’evolversi della situazione e dopo un rinvio di alcuni mesi, la proprietà dovrebbe entro la fine del mese presentare il piano di recupero dell’edificio. Una soluzione che consentirebbe all’immobiliare “Via Ravenna” di iniziare la costruzione di palazzine residenziali al posto di quel piccolo ecomostro colorato di verde e mattone in linea con le altre che si trovano nel retro.



Altro problema che dovrebbe avere una soluzione è la palazzina che ospitava il comando della polizia municipale in via Bologna, che è stata messa in vendita dal Comune con un restauro post sisma nella speranza che qualche privato possa acquistarlo e ristrutturarlo in modo da riqualificare al meglio quell’antiestetica costruzione.



La soluzione che al momento appare ancora lontana è quella in via Giovanni XXIII nel quartiere di Borgo Punta dove alcune case in ristrutturazione hanno i cantieri bloccati da anni. In questo caso il difficile momento dell’edilizia attraversato in questi anni ha provocato il fallimento delle ditte impegnate alla costruzione e tutto rimane fermo, con chiari problemi di degrado persistente in termini di erba alta ed edifici abbandonati al loro destino. —



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