Coop espulsa dalla nursery «Il prefetto deve intervenire»
La Coalmo ha presentato un ricorso e chiede di essere subito riammessa Intanto il Comitato è andato in Regione: «Servono regole molto più rigide»
COMACCHIO
La cooperativa Coalmo di Comacchio ha fatto ricorso al Prefetto per l’esclusione dalla campagna nursery in corso in Sacca a Goro e intanto ieri mattina i membri del Comitato Nursery sono andati in Regione a Bologna per chiedere aiuto su quella che a detta loro è una situazione ingarbugliata. Non solo, il biologo Edoardo Turolla ha presentato denuncia ai carabinieri di Goro perché sarebbe stato offeso e attaccato pesantemente da uno dei membri della cooperativa comacchiese. Insomma, l’aria è molto tesa e la “convivenza” a qualcuno inizia a pesare.
In questi giorni gli allevatori di vongole che hanno concessioni in Sacca possono andare a prelevare il novellame di vongole con modalità e orari precisi. La cooperativa Coalmo di Comacchio, dopo la prima giornata in mare, ha ricevuto da parte del Comitato Nursey la comunicazione di un provvedimento molto pesante: per loro la pesca è bandita. «I motivi non ci sono stati spiegati – ha detto più volte il portavoce Rino Conventi – Siamo in regola con tutto tanto che martedì sera ho inoltrato ricorso la prefetto di Ferrara Michele Campanaro chiedendo di intervenire». A inoltrare il provvedimento nei confronti della cooperativa, il Comitato su segnalazione della Securpol, istituto di vigilanza privata pagato da tutti i soci delle cooperative che operano in Sacca.
«Avendo il prefetto competenza in materia di vigilanza provata – si legge nel ricorso – chiediamo l’annullamento immediato del provvedimento di sospensione per l’anomala rilevazione effettuata dalla società di vigilanza in assenza di contestazione alcuna e per la mancanza della minima motivazione e di organismo a cui potere appellarci per la revoca del provvedimento».
Non solo, dalla Coalmo chiedono al prefetto di farsi portavoce in regione perché «siano riportate le necessarie condizioni di correttezza, equità, e chiarezza nella gestione delle concessioni demaniali marittime evitando il protrarsi di una situazione sfuggita di mano: si tenga conto che gli arbitri della partita non sono soggetti esterni ma i pescatori stessi ovvero vengono a coincidere le figure di controllati e controllori e tutto ciò in una situazione di estrema competitività tra detti soggetti».
Ieri mattina intanto i membri del Comitato sono andati in Regione ed hanno raccontato la loro versione dei fatti. Per mantenere il servizio di Guardiania, ogni cooperativa paga una quota. Per il Consorzio sono 12mila euro all’anno, per chi lavora in Sacca tutto l’anno sono circa 3mila euro e per chi accede, come nel caso della Coalmo per la raccolta la quota è di 250 euro. «E loro non l’avevano pagata e si sono presentati al mattino senza i documenti – spiegano – È vero che il versamento è stato poi fatto in giornata ed entro i termini, ma è anche vero che invece di chiedere scusa, qualcuno ha attaccato pesantemente il biologo che era di turno, tanto che è stata fatta denuncia a carabinieri e i membri della Coalmo sono andati lo stesso a pescare. Questo non è comportamento e da qui il provvedimento. Devono raccontare la cose come stanno, non come vogliono». E come stanno? «Noi ci spacchiamo al schiena tutto l’anno, qualcuno di loro arriva e vede solo se il prodotto è buono, nel caso paga e raccoglie. Ecco perché siamo in Regione: servono regole precise e il rispetto delle stesse deve essere garantito”. —
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