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Rilascio medicinali ospedalieri Le farmacie: li distribuiamo noi

Gi.Ca.
Rilascio medicinali ospedalieri Le farmacie: li distribuiamo noi

Le rivendite pubbliche e private chiedono alla Regione di delegare più servizi E l’utenza spera in un aumento dei punti di distribuzione sul territorio provinciale

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Perché aspettare ore per farsi consegnare farmaci che potrebbero essere reperiti altrove in pochi minuti? A chiederlo, in una lettera di reclamo inviata all’Asl, è una cittadina ferrarese, O., che ha segnalato i disagi di chi si rivolge al servizio “distribuzione diretta” della Farmacia che ha sede nell’ex Sant’Anna, a Ferrara.

«Ogni mattina - scrive O. - si formano code di 20/30 persone costrette ad attendere in piedi, perché la sala d’aspetto ha circa 18 posti, al caldo o al freddo - dipende dalla stagione - d’estate esposti alle zanzare e con tempi di attesa di 1,30/2 ore. Perché il servizio non è disponibile anche al pomeriggio e al sabato?».

La risposta dell’asl

L’azienda territoriale le ha risposto che «i lunghi tempi di attesa e orari di servizio di ridotti sono determinati dalla consistente difficoltà nel reperire farmacisti con specifica specializzazione» mentre per la logistica «sono già stati individuati nuovi locali per il servizio di erogazione diretta dei farmaci all’interno della Casa della Salute di corso Giovecca».

Ma l’assetto attuale del servizio non è soddisfacente neanche per le associazioni dei farmacisti. Il rapporto tra aziende sanitarie e farmacie è stato ridefinito nel 2017 con un accordo sottoscritto da Regione, Assofarm e Federfarma Emilia Romagna. L’intesa originaria ha consentito di affiancare al servizio di “distribuzione diretta” (in ospedali e Case della Salute, rivolto in genere a pazienti dimessi da ricovero) la distribuzione “per conto di” (Dpc) che è stata affidata alle farmacie. Ad esse viene riconosciuto un aggio (a carico delle aziende sanitarie) per ogni pezzo consegnato di 3,20 euro più Iva (3.88 più Iva per le farmacie rurali).

Nell’accordo sono indicati i farmaci che possono essere erogati all’utenza al di fuori del canale della distribuzione diretta ma viene fissato anche il tetto massimo dell’impatto di spesa ammesso sul bilancio regionale: 5 milioni di euro.

La posizione delle associazioni

«Ecco - spiega il direttore dell’Afm, Michele Balboni - noi chiediamo che la distribuzione Dpc venga autorizzata per un numero maggiore di farmaci. È un servizio richiesto dalla popolazione e che consentirebbe all’utenza - se lo desidera - di evitare lunghe code agli sportelli (a Ferrara nell’ospedale di Cona e nella Casa della Salute di corso Giovecca, ndr) potendo utilizzare una rete molto più capillare».

I dati complessivi li fornisce Stefania Menegatti, la presidente di Federfarma Ferrara.

«In provincia - precisa - ci sono 113 farmacie private e 11 pubbliche (Afm, ndr) precisa - siamo presenti in tutti i centri e facilmente raggiungibili. Se si tiene conto che una quota importante della popolazione locale è anziana si può capire l’importanza di estendere ulteriormente la tipologia e quantità di medicinali che le farmacie possono consegnare a chi oggi può rivolgersi solo al canale della distribuzione diretta. Il 31 dicembre scade l’accordo in corso, noi vorremmo riscriverlo con questo scopo». —

Gi.Ca.

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