Usa il testamento falso e vende una casa non sua Per lui un altro processo
il caso Sei anni fa venne condannato a 3 anni e 3 mesi di carcere per essersi impossessato dei soldi di una anziana 91enne, 285mila euro, che lui diceva essere sua conoscente, soldi che sosteneva...
il caso
Sei anni fa venne condannato a 3 anni e 3 mesi di carcere per essersi impossessato dei soldi di una anziana 91enne, 285mila euro, che lui diceva essere sua conoscente, soldi che sosteneva dovuti a seguito di un loro accordo, ma che in realtà erano il frutto di un colossale plagio e venne riconosciuto colpevole della circonvenzione di incapace.
Ma Sergio Borea, ferrarese, 57enne, non si fermò lì e fece di più: pur accusato di questo, si inventò addirittura un testamento olografo, ossia scritto dalla stessa anziana di 91 anni, riuscendo in questo modo, all’insaputa di tutti - soprattutto degli eredi e dei magistrati che nel frattempo avevano attivato la procedura ereditaria - a vendere una casa della donna per 190mila euro, raggirando lo stesso acquirente del tutto ignaro del fatto che Borea nonostante se lo fosse intestato non ne era il proprietario. Per tutti questi motivi, oggi - dopo il primo processo - è sotto accusa di nuovo per questo testamento falso, o meglio frutto di una circonvenzione di incapace bis. Ieri il processo che lo vede imputato però non è stato celebrato: il giudice che lo aveva in carico, Piera Tassoni, ha detto stop ravvisando la sua incompatibilità in quanto il giudice aveva già avuto un ruolo come giudicante nel precedente procedimento e dunque si è astenuta, rimettendo gli atti al tribunale affinché il processo venga assegnato ad altro giudice.
Borea, come dicevamo, secondo il capo d’accusa promosso dalla procura, nonostante fosse già stato condannato per circonvenzione (nel 2012) estrasse in seguito dal cilindro quel testamento olografo, che sosteneva essere stato redatto dalla anziana 91enne, ma che non aveva nessun valore: poi alla morte della donna si intestò un appartamento qui in città in via Ludovico il Moro e lo mise in vendita per 184.940 euro.
I soldi che intascò dall’ignaro acquirente (del tutto in buona fede) li sperperò e ora è sotto processo. —
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