Investimenti e risparmi Confronto alla sala 2000
BONDENOL’Italia è un Paese di risparmiatori e, in buona sostanza, il risparmio privato compensa una non oculata gestione delle risorse pubbliche, testimoniata dal pesante debito pubblico. Ma dove...
BONDENO
L’Italia è un Paese di risparmiatori e, in buona sostanza, il risparmio privato compensa una non oculata gestione delle risorse pubbliche, testimoniata dal pesante debito pubblico. Ma dove vanno a finire gli oltre 4mila miliardi di risparmio privato e a cosa conviene stare attenti? Un interrogativo al quale si è cercato di dare risposta mercoledì sera, durante la prima delle due serate di “educazione finanziaria” che sono state organizzata alla Sala 2000. In quanto, ha spiegato in apertura dei lavori il sindaco Fabio Bergamini: «Nel percorso di formazione che abbiamo deciso di sviluppare per i nostri cittadini è assolutamente prioritario fornire a questi ultimi gli strumenti necessari per capire dove si annida il rischio di investimento dei propri risparmi, perché spesso manca una corretta informazione».
Il confronto
I relatori sono stati, invece, Giuseppe Fumarola e Indrit Myhyrdari, esperti finanziari del gruppo Alleanza. I quali hanno introdotto mostrando tabelle che indicano dove finisce il risparmio privato. Ovvero, nell’ordine: conti correnti bancari e postali (il rendimento medio è inferiore all’1%), titoli di Stato, obbligazioni, titoli azionari e altre forme di partecipazione. Nei casi dei conti correnti, talvolta, «il cittadino non considera – ha detto Fumarola – che il capitale investito viene eroso dai costi e dall’inflazione: 10mila euro investiti nel 2000, per esempio, oggi sarebbero ridotti a circa 7mila euro».
Gli investimenti
Il “termometro” mostra anche una sfiducia crescente per il titoli di Stato, anche a causa della «paura dello spread». Esiste poi quella per il bail-in: uno strumento inserito dall’Ue, per impedire «il salvataggio sistematico degli istituti di credito da parte degli Stati (e dei denari pubblici) e che fa leva sulle somme dei risparmiatori, a seconda dei titoli posseduti: azioni, obbligazioni subordinate, obbligazioni “senior” e correntisti con oltre 100mila euro depositati». Perché, si è appreso, molte banche italiane hanno crediti “in sofferenza” che equivalgono al triplo della media degli istituti bancari europei. Per finire, un consiglio viene dato da Myhyrdari: «Se in maniera sbrigativa vi consigliano di mettere soldi in un fondo, senza spiegarvi dove vanno a finire i vostri soldi, diffidate sempre». —
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