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Ilaria Baraldi, segretario comunale Pd fa il punto dopo la tornata di assemblee 

Candidature 2019 «I circoli chiedono di aprire al civismo»

l’intervistaIlaria Baraldi, segretario comunale Pd, tira le somme della tornata di assemblee dei circoli in preparazione delle amministrative 2019, conclusasi nei giorni scorsi. Qual è stata la...

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l’intervista

Ilaria Baraldi, segretario comunale Pd, tira le somme della tornata di assemblee dei circoli in preparazione delle amministrative 2019, conclusasi nei giorni scorsi.

Qual è stata la partecipazione degli iscritti?

La mia prima scelta da segretaria è stata quella di coinvolgere gli iscritti. Non sono state assemblee formali: lo scopo era – e continuerà ad essere – quello del maggior coinvolgimento possibile della base per condividere le scelte importanti; sono diventata segretaria prendendomi questo preciso impegno. La partecipazione è stata buona: abbiamo incontrato circa 200 persone.

Che “clima” ha trovato? Il clima rispecchia il momento che sta vivendo il paese. C’è molta preoccupazione per le azioni di questo governo, per le conseguenze che avranno sull’economia e sulla nostra quotidianità ma soprattutto per la tenuta dei principi fondanti la nostra democrazia, a partire dal costante dileggio delle istituzioni e dall’evidente tentativo di corrodere un sistema fondato sul rispetto dei diritti umani e civili. Va detto che non mancano preoccupazioni e critiche anche per la situazione del Pd nazionale: l’imminente congresso ingenera aspettative molto elevate sulla capacità del partito di darsi una identità forte, di ricostituirsi attorno a temi e contenuti che ci caratterizzino come alternativa reale alle forze dell’attuale pessimo governo.

Quali sono le indicazioni uscite per quanto riguarda la scelta del candidato sindaco? Metodo, discontinuità più o meno forte, profilo di partito-istituzionale o civico?

In un mondo che cambia, una città che cambia ha bisogno di grande innovazione e di nuove idee: tenere, con orgoglio, le tantissime cose buone fatte con la capacità di guardare ai prossimi decenni. Questo è emerso negli incontri. Ed è emerso chiaramente che il Pd da solo non può e non vuole fare questo salto. Nessuna autosufficienza e nessuna autoreferenzialità. Oltre ai possibili alleati del campo di centro sinistra, coi quali abbiamo già avuto un primo confronto, i circoli hanno chiesto di aprire al civismo, a chi in città ha idee e senso di responsabilità, a chi è propositivo anziché distruttivo. E questo è quello che farò. Non per il Pd ma per Ferrara.

A questo punto come si procede?

Impiegheremo i prossimi mesi per cucire relazioni e per liberare le migliori energie ferraresi, per riannodare i fili con il territorio, per tessere un progetto per la città attingendo alle migliori competenze, interne ed esterne. —

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