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Il cibo donato finiva alla mensa Cancellato il processo all’asilo

Daniele Predieri
Il cibo donato finiva alla mensa Cancellato il processo all’asilo

Banco Alimentare rinuncia, il prete e la direttrice della scuola prosciolti dal giudice Don Campi: « Abbiamo sempre agito in buona fede e oggi i genitori fanno la fila» 

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«Sì, è finita bene, questa vicenda tormentata ma solo per chi ha voluto tormentarla. Noi abbiamo sempre avuto la coscienza a posto, per fortuna questa vicenda si è conclusa ancor prima di cominciare, perché non c’era nessun motivo per andare avanti»: per don Alberto Campi, parroco di Contrapò, nonché gestore dell’asilo parrocchiale della frazione cittadina, è finito ieri il processo che lo vedeva imputato, assieme alla direttrice dell’asilo, Paola Tosi (i due difesi dagli avvocati Marzola, Pieraccini e Mantovani) con l’accusa di appropriazione indebita dell’uso del cibo donato dal Banco alimentare, ma usato per la mensa dell’asilo stesso.

Processo cancellato

Il processo è finito con una grande colpo di spugna, ieri mattina, poichè il giudice Andrea Migliorelli ha deciso il «non luogo a procedere», poiché la Fondazione Banco alimentare, che in teoria era stata danneggiata, non ha voluto presentare denuncia contro l’asilo. Lo ha fatto facendo arrivare in udienza ieri mattina una dichiarazione scritta in cui ufficializzava di «non intendere proporre querela, rinunciando ad ogni rivalsa». Traduzione popolare, il Banco alimentare, danneggiato (donava i cibi raccolti nella colletta che si fa ogni anno nei supermercati), ha preso atto della assoluta e totale buona fede dell’asilo nell’uso dei cibi donati e non ha assunto nessuna posizione processuale. Il processo, dunque è stato stoppato. Ma allora, non si doveva o poteva farlo prima? È una questione tecnico giuridica. Solo con un recente decreto legge è stato stabilito che il reato di appropriazione indebita non è più perseguibile d’ufficio (per questo la procura portò avanti il processo) ma solo a fronte della denuncia della parte danneggiata. Tutto cancellato dunque. Con don Campi che sottolinea la totale buona fede dell’uso dei cibi alla mensa dell’asilo per calmierare prezzi e tenerli bassi. Mentre la direttrice, Paolo Tosi ribadisce tramite i legali «esser finito un incubo, che non doveva nemmeno cominciare», poiché lei non aveva ruoli decisionali, ma era solo direttrice didattica della scuola materna.

Nessuno sfruttamento

«Non abbiamo sfruttato nessuno - ricordava ieri alla Nuova, don Campi - Abbiano solo cercato di aiutere chi aveva difficoltà. Ma qualcuno non lo ha capito» e allude ad alcuni genitori, i primi che accusarono dell’uso disinvolto dei cibi donati, addirittura facendo intervenire i carabinieri del Nas, a caccia di cibi avariati. Che non c’erano, non ci sono mai stati. «La stragrande maggioranza dei genitori ha sempre riconosciuto il nostro buon operato, tanto che la scuola oggi è più piena di ieri . Gli altri genitori che ci accusarono? Pensavano di attirare i genitori dalla loro parte, non ci sono riusciti (i genitori fecero una petizione a favore di don Campi, ndr). Anzi, oggi col passaparola, tanti genitori ci chiedono di venire, ma non abbiamo posto». —

Daniele Predieri

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