Naomo Lodi diffamato? No, il giudice archivia
Paragonare i metodi usati da Nicola Naomo Lodi a quelli del regime nazista è stato un esercizio di diritto di critica: per questo motivo Andrea Raimondi, giovane ferrarese, non ha diffamato Nicola...
Paragonare i metodi usati da Nicola Naomo Lodi a quelli del regime nazista è stato un esercizio di diritto di critica: per questo motivo Andrea Raimondi, giovane ferrarese, non ha diffamato Nicola Naomo Lodi, il segretario Lega che lo aveva denunciato, gli aveva chiesto 15mila euro di danni (procedura di mediazione, saltata) e si era opposto all’archiviazione della procura (pm Garau), che riteneva insussistente la diffamazione di Raimondi su Lodi. Alla fine il gip Silvia Marini ha archiviato, analizzando il fatto che risale a mesi fa quando Lodi aveva avuto una discussione con uno straniero, gli aveva chiesto documenti, senza averne titolo: scena con testimoni che definirono l’atteggiamento di Lodi intimidatorio e inaccettabile. La diffamazione di Raimondi, secondo Lodi, consisteva nell’avere postato un commento alla notizia del fatto con la foto di soldati nazisti negli anni ’30, scrivendo sull’atteggiamento di Lodi: «Mi ricorda qualcosa, i metodi sono quelli». Il giudice spiega che occorre valutare il contesto sociopolitico riferito da articolo e commento e il ruolo di personaggio politico che ha Naomo. E Raimondi pur usando «un accostamento forte e insinuante, paragonando i metodi dell’esponente politico a quelli del regime nazista, non ha rivolto un attacco alla persona ma esercitato un diritto di critica». —
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