«Parco Nazionale del Delta Si deciderà con i territori»
Il ministero dell’Ambiente: la discussione non è stata ancora avviata Dal Veneto e da Comacchio reazioni negative all’ipotesi anti-autonomia
«Non è ancora stata avviata una discussione sul Parco del Delta del Po, se dovrà essere nazionale o interregionale. Se si farà, si comincerà dai territori, senza imporre nulla». La dichiarazione affidata all’agenzia Ansa nel tardo pomeriggio di ieri dal ministero dell’Ambiente, dopo una giornata di fibrillazioni soprattutto sul fronte veneto del Delta, rappresenta una frenata rispetto a quanto attribuito al ministro Sergio Costa alla due giorni di Federparchi. Una dichiarazione netta, riferita dal presidente del Parco regionale e sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, sull’orientamento del governo di bypassare il percorso di trasformazione dei due Parchi Regionali in un Parco Interregionale, e di puntare sul Parco Nazionale. Dichiarazione, tra parentesi, seguita dall’annuncio delle dimissioni dello stesso Fabbri da presidente e da altre reazioni negative dalla Regione.
La nota di agenzia aggiunge che imporre le scelte ai territori «non è lo stile del ministro Costa. Quello che è certo è che il ministro intende valorizzare il Delta come realtà territoriale e ambientale».
In mattinata era stata spedito al ministero una richiesta urgente d’incontro da parte della Regione Veneto, «abbiamo solo letto sulla stampa di questa dichiarazione - era il commento dell’assessore regionale Cristiano Corazzari - È il caso di ricordare che l’anno scorso il Consiglio regionale aveva approvato una mozione contraria all’ipotesi di Parco Nazionale: noi siamo per l’autonomia e per le decisioni prese dal territorio». Di «stupore» era la reazione del vicesindaco comacchiese, Denis Fantinuoli, «il parco è un ambiente antropizzato, dove l’apporto dell’uomo è determinante». Entusiasta, invece, la reazione della Lipu nazionale. —
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