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Il sacerdote: «Un’altra volta questa storia? Non dico niente»

Alessandro Cesarato
Il sacerdote: «Un’altra volta questa storia? Non dico niente»

La diocesi: si faccia chiarezza Il don non vuole parlare e i fedeli non fanno domande «La verità deve emergere per il bene di tutti»

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CORREZZOLA (Pd)

Le campane annunciano, mezz’ora prima dell’inizio, la messa prefestiva delle 18. Nella piccola frazione il pomeriggio volge alla sera, il cielo è cupo ma ancora non piove. Don Tiziano questa parrocchia la sente ancora come tutta sua, anche se da qualche anno, con l’unità pastorale che ha riunito Villa del Bosco a Correzzola, Civè, Brenta d’Abbà e Concadalbero, per lui non è più come prima in termini di presenza e responsabilità. Ad un certo punto spunta da dietro un angolo della canonica, proveniente dal vicino centro parrocchiale. L’abito grigio e una sciarpa al collo.

il prete

«Di questa vicenda non voglio parlarne», risponde don Tiziano non interrompendo un attimo il proprio passo e richiudendosi subito alle spalle la porta di ingresso della canonica. Si deve preparare per celebrare la messa, non ha proprio voglia di tornare neppure un attimo su questa brutta storia. Non che in passato l’abbia mai fatto. Al massimo, con le persone più vicine, ha esternato un po’ di insofferenza. Non ne ha mai fatto cenno neppure con i suoi parrocchiani, che delle sue faccende ferraresi lo hanno appreso solo da televisione e giornali. Ma nessuno in realtà vuole sapere.

i fedeli

Per i fedeli don Tiziano è il prete che da quasi vent’anni porta avanti la parrocchia e che due anni fa è stato festeggiato in occasione del cinquantesimo anniversario di sacerdozio. A Villa del Bosco è arrivato nel 2001, nel pieno della maturità. Oggi ha 78 anni e le vicissitudini, più che gli anni, lo stanno segnando.

la nota della diocesi

«Prendiamo atto della situazione» ha fatto sapere la diocesi «è una vicenda troppo lunga, c’è l’auspicio che si faccia chiarezza e verità, quanto prima, nel rispetto e per il bene di tutte le persone e le comunità coinvolte. Non abbiamo elementi per un giudizio sulla persona del sacerdote che, per motivi di età e per una risistemazione territoriale, dallo scorso anno non è più parroco ma collaboratore pastorale». —

Alessandro Cesarato

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