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Ferrara

«L’Admo è un treno che va verso la vita Sale sempre gente»

Gian Pietro Zerbini
«L’Admo è un treno che va verso la vita Sale sempre gente»

La responsabile ferrarese parla dell’associazione Maria Teresa Grappa: la bellezza del dono che aiuta gli altri

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«L’Admo è un treno che va verso la vita e, a vario titolo, ogni giorno sale sempre qualcuno: chi si iscrive, chi dona, chi fa beneficenza e chi aiuta nella gestione dell’associazione. Vorremmo aumentare il numero dei vagoni».



Maria Teresa Grappa, responsabile Admo (associazione donatori di midollo osseo) di Ferrara e provincia dal 2012, espone questo significativo preambolo per parlare dell’attività dell’associazione impegnata a salvare vite umane con un semplice ma prezioso dono. Ha lavorato all’Università in un laboratorio di immunogenetica dove si eseguivano le tipizzazioni sui nuovi donatori che quotidianamente si iscrivevano al registro nazionale che si chiama IBMDR. «I donatori sono sempre stati una parte della quotidianità del mio lavoro», dice Maria Teresa Grappa soddisfatta per il lancio dell’iniziativa della Nuova Ferrara in accodo con Admo per una raccolta di iscrizioni finalizzate a trovare un donatore compatibile di midollo osseo per il piccolo Alessandro.



L’Admo è strutturata con la presenza dei volontari che hanno tempo libero, soprattutto ex insegnanti, e dai ragazzi del servizio civile. C’è una sede legale presso il Csv in via Ravenna 52 e una sede operativa nella sede Avis di Corso Giovecca 165, ma anche tutte le Avis del territorio sono in grado di accogliere chiunque voglia diventare donatore di midollo osseo. «Questo – sottolinea la referente Admo - è stato un grande risultato conseguito negli ultimi anni, ottenuto grazie alla collaborazione di Avis».



L’obiettivo di Admo è quello di dare una possibilità a chiunque abbia bisogno di un trapianto di midollo osseo di trovare un donatore compatibile. «La compatibilità - dice Grappa - è un evento molto raro, la probabilità è di 1 a 100.000 e sono ancora troppi i pazienti che non riescono a sopravvivere perché non hanno trovato come terapia una donazione di midollo osseo. Ogni anno sono circa 2.000 in Italia le richieste di donazione di midollo, ma ancora il 20% non viene espletato per mancanza di un donatore compatibile Bisogna sfatare anche quella errata leggenda metropolitana: il midollo osseo non è nella colonna vertebrale come molti confondono, ma nelle ossa piatte del bacino».



«Questa vicenda di Alessandro - continua la referente Admo - serve indubbiamente per far riflettere e per pensare che ci vuole attenzione a chi è meno fortunato. Dobbiamo considerarci una piccola farmacia e ognuno di noi può essere il solo farmaco capace di tenere aperta la porta della vita a chi purtroppo si sta per chiudere. La ricerca va avanti e sono tantissimi nel mondo gli studiosi impegnati, ma la donazione di midollo è ancora assolutamente necessaria».



«Che cosa c’è nel dono? Prima di tutto - risponde Grappa - c’è la libertà, c’è la condivisione, c’è l’amicizia, c’è l’amore, e chi riesce a riflettere su questo pensiero, si iscrive e si mette a disposizione di tutti i pazienti del mondo. E aspetta sempre di essere chiamato. Ricordo di aver chiamato un donatore per una verifica del test, perché era compatibile con un paziente e la risposta è stata: “Sono dieci anni che aspetto la chiamata, mi dica quello che devo fare e quando devo venire”. Servono persone giovani, e quindi li cerchiamo facendo sensibilizzazione nelle scuole ovviamente all’ultimo anno delle superiori perché devono essere maggiorenni e all’Università e di questo ringrazio presidi e rettore per la possibilità di parlare ai ragazzi. La ricchezza di aver aiutato qualcuno che non aveva nessun altra possibilità è un privilegio infinito». —



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