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Ferrara per Alex, le testimonianze di chi ha già donato

Gian Pietro Zerbini
Ferrara per Alex, le testimonianze di chi ha già donato

Parlano due ferraresi che si sono già sottoposti al prelievo di midollo osseo: "Siamo cambiati in meglio". Domani appuntamento in piazza municipale

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FERRARA. Un atto di solidarietà che può valere una vita e ripaga il dono con la moneta del cuore. La donazione di midollo osseo lascia al donatore una gioia indescrivibile, un’emozione che segna e cambia in meglio. Parola di chi l’ha vissuta.

La donazione

Alla vigilia della raccolta di iscrizioni al registro dei donatori organizzata da Nuova Ferrara e da Admo per cercare un donatore compatibile per il piccolo Alessandro, un anno e mezzo, colpito da una rara malattia ematica, abbiamo raccolto i commenti di due donatori che nei primi anni Duemila, dopo un attesa di alcuni anno nel registro dei donatori, sono stati chiamati per donare il midollo osseo. Un’esperienza che ha cambiato loro la vita. Sono loro stesso a raccontare quanto accaduto, uno spot per le donazioni.

L’emozione di Alberto

Alberto Beccati, 46 anni, di Ferrara ha donato nel 2004 quando aveva 32 anni.

«Mio padre ha avuto un trapianto di cuore - spiega Beccati - e da lì è scattata la molla per iscrivermi all’Admo nel 1995. Mi hanno chiamato dopo nove anni. Ho passato tutti gli stadi di compatibilità e sono andato al Sant’Orsola Bologna dove mi sono sottoposto alla donazione di midollo osseo con un prelievo dalle ossa del bacino. Mi hanno ricoverato di mercoledì, dopo mi sono sottoposto ai vari prelievi e alle analisi per verificare i valori, poi il giovedì il prelievo in anestesia totale e al venerdì mattina sono stato dimesso, perché non c’era alcun problema, al punto che sono rincasato da Bologna guidando io stesso l’auto. Non ho avuto alcun dolore, né postumi particolari, tanto che il lunedì sono andato regolarmente al lavoro e ho montato una caldaia. Questo lo dico anche per incoraggiare coloro che avessero eventuali timori nel sottoporsi al prelievo per la donazione del midollo. Il mio è andato una ragazza di Milano che aveva la mia età. Il fatto di aver contribuito a salvare la vita a una persona, è un’emozione indescrivibile, in questo caso era una coetanea».

Alberto Beccati tra l’altro era il donatore di riserva in quanto la donatrice che doveva sottoporsi al prelievo ha avuto un incidente ed il destino ha voluto che fosse proprio lui a donare in quella circostanza. «Con una parte liquida di me stesso - precisa Alberto - ho ridonato la vita a una persona, adesso ha il mio gruppo sanguigno, Penso che donare è come fare l’amore con la vita, è una gioia immensa che ti rimane dentro per tutta la vita e penso sempre a questa mia “gemella”, che per motivi di privacy non conosco. Lo rifarei anche domani, anche se ora non posso più farlo, per regolamento. Una volta che uno viene chiamato a donare poi viene tolto dal registro ».

La gioia di Paolo

Paolo Donigaglia, 52 anni, di Argenta, si è iscritto all’Admo nel 1999 dopo aver visto la pubblicità della sciatrice testimonial Isolde Kostner.

«Dopo sei anni dall’iscrizione al registro dei donatori - dichiara Donigaglia - venni chiamato nel 2005, c’era la compatibilità con una bambina malata di leucemia ricoverata a Brescia. È stata un’emozione fortissima sia in fase di preparazione nell’iter da seguire nella fase del pre trapianto che dopo la donazione. È andata benissimo a da allora sono legata a questa bambina che non conoscerò mai ma per me sarà come una figlia. Molto spesso si parla erroneamente di midollo spinale invece non è un intervento assolutamente invalidante e si salva una persona. Una esperienza che va fatta e i giovani dovrebbero conoscerla. Il solo grande rammarico a questo punto è che adesso non posso più farlo». —

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