Imprese, calano i protesti ma aumentano i fallimenti
Nel 2018 impennata delle procedure concorsuali al tribunale di Ferrara Il settore più penalizzato è il commercio con quasi la metà dei procedimenti
È una crisi debitoria della aziende a due velocità per quanto riguarda le imprese ferraresi. Da un lato si registra una contrazione nei protesti dall’altro invece un incremento delle procedure concorsuali di fallimento delle imprese, segno evidente che i segni della lunga crisi continuano a farsi sentire b e in particolare nel settore del commercio che anche in questa specifica graduatoria risulta il più penalizzato dall’attuale congiuntura. I dati dell’Osservatorio della Camera di Commercio di Ferrara danno indicazioni precise sull’andamento.
Prosegue la contrazione dei protesti, che sono negli ultimi anni calati di numero e valore, sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia al confronto con il 2016. In dettaglio diminuisce la voce dei vaglia cambiari, che rappresenta oltre il 90% del numero dei protesti e i due terzi del valore complessivo. Mentre le tratte non accettate stanno quasi scomparendo. Anche gli assegni bancari risultano in diminuzione.
Nei primi 7 mesi del 2018 risulta invece in crescita il numero dei fallimenti, trend causato dal forte incremento delle procedure tra le imprese del commercio. Dai dati di quest’anno, quindi ancora parziali il numero delle imprese del settore commercio coinvolte nelle procedure concorsuali è già superiore al dato degli anni precedenti con 13 fallimenti a fronte dei 12 registrati nel 2015, 8 nel 2016 e 5 lo scorso anno.
Anche il settore delle costruzioni, per le aziende ferraresi come in campo nazionale, risente del periodo di crisi collocandosi al secondo posto per tipologia nel numero delle procedure fallimentari che sono state 6 nei primi sette mesi di quest’anno, inferiore ai 10 casi del 2016, dove si è toccato il punto più basso per il mercato edilizio, ma superiore i 5 casi che si sono registrati lo scorso anno. Che il settore manifatturiero si in lenta, ma costante riprese lo si evince anche dal numero delle procedure concorsuali.
Diego Benatti, direttore della Cna di Ferrara, commenta i dati su protesti e fallimenti in provincia di Ferrara.
«In linea con il nostro osservatorio - dichiara - questi dati evidenziano che il manifatturiero anche nella nostra provincia, dove si lavora in filiera, sta trainando l’economia ferrarese e quindi occorre rinnovare da un lato gli strumenti agevolati dell’impresa 4.0 e dall’altro lavorare a supporto del settore attraverso internazionalizzazione e politiche formative mirate, per l’edilizia occorre mettere mano fin da subito al regolamento degli appalti, solo in questo modo si può dare una spinta ad un settore che stenta a decollare, e che invece dovrebbe spingere come il manifatturiero. Il commercio è un settore che deve ripensarsi, con le nuove tecnologie e piattaforme. Il piccolo negozio deve affrontare la rivoluzione digitale». —
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