Anguilla, è partita la stagione Luna e vento si sono incontrati
Le condizioni tanto attese sono arrivate nella notte tra lunedì e martedì Nelle ceste oltre quindici quintali di anguille e adesso si procederà ad oltranza
COMACCHIO
«Devi sentire l’acqua buona e intercettare il buio di luna, poi fa la sua parte tutta l’esperienza. Non sono bravo io, ho solo saputo ascoltare quello che mi hanno insegnato i vecchi». Pier Carlo Farinelli è un’istituzione a Stazione Foce, dove nella notte tra lunedì e martedì sono stati pescati ben 15 quintali di anguille.
LA stasòn da pàs
A Comacchio è partita la “stasòn da pàs”, la stagione da pesce, che generalmente coincide con l’arrivo di una forte perturbazione accompagnata dal vento di bora, ma questa volta a farla da padrona sono state le raffiche violentissime di scirocco, che hanno prodotto le condizioni favorevoli per la cattura delle anguille. «Un tempo si tagliavano gli argini e ancora oggi – ha spiegato Farinelli –, quando si comincia la pesca si dice che si taglia. Se anche stanotte c’è fiumana, acqua torbida, apro le chiaviche per far arrivare le anguille, che per istinto cominciano la migrazione verso il Mar dei Sargassi, dove vanno a riprodursi».
LA PESCA
In 40 anni Farinelli, capovalle, dipendente del Parco del Delta del Po, ha trasformato la sua attività in una scuola di vita per se stesso e per delegazioni e troupe, anche straniere, che costantemente accorrono a visitare il lavoriero di Stazioni Foce, per scoprire le tecniche di cattura delle anguille. Le anguille pescate ieri sono tutte mature, di peso superiore al chilogrammo e di età compresa tra i 6 e i 18 anni, perché se ancora è avvolto nel mistero il viaggio migratorio sino al Mar dei Sargassi, è invece noto alla scienza che l’istinto riproduttivo spinge maschi e femmine di quella fascia d’età sistematicamente al loro luogo di provenienza. «Quando si pesca non c’è orario – ha aggiunto Farinelli – e si va avanti ad oltranza. Il segreto è anche quello di una corretta gestione idraulica delle acque, quando saper usare e scaricare l’acqua dalla valle e anche questo è un insegnamento che arriva dai vecchi. Ora servono giovani ai quali insegnare quest’arte, perché è parte fondante della nostra cultura».
IN SALA FUOCHI
Nella sala fuochi della Manifattura dei Marinati i camini sono già in funzione e 5 lavoratori della cooperativa sociale Work and Services hanno già intrapreso il processo di lavorazione dei morelli di anguilla destinati alla marinatura. La legna pregiata, rovere e quercia, arde sul fuoco, dove le anguille vengono riposte a rosolare, prima di finire negli zangolini in una salamoia, a base di aceto, acqua, sale e una foglia di alloro.
LA VENDITA
Una parte del pescato, come da tradizione, nel mese di dicembre sarà dirottato alla vendita al dettaglio a prezzo calmierato. «Già la scorsa settimana con il primo vento di bora – ha dichiarato Davide Turri – abbiamo lavorato e marinato i primi 5 quintali di anguille della stagione, ma abbiamo anche inscatolato 7 quintali di alici e 6 quintali di bagigini. Mentre le anguille vengono arrostite, le acciughe vengono fritte e le alici marinate da crudo e conservate in olio.
il vento
Intanto, a Stazione Foce, Pier Carlo Farinelli e i suoi collaboratori, Sandro, Stefano e Angelino. attendono il sibilo del vento. È allora che le griglie del lavoriero iniziano a sbattere. L’acqua della valle si fa torbida e i pescatori colgono l’attimo per cominciare la cattura delle anguille, pesce misterioso, dalle origini lontane, divenuto simbolo e risorsa di una comunità di laguna celebrata in tutto il mondo proprio per questa eccellenza. —
A.B.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
