Certosa, è terminato il restauro riapre il cimitero monumentale
Spesi due milioni di euro, appello del Comune: «Più decoro sulle tombe private» L’assessore Modonesi: «Restituito alla città uno dei luoghi più belli e suggestivi»
Ieri ha riaperto il complesso storico-architettonico più importante della città: la Certosa Monumentale. La riapertura segue di poche ore la conclusione dei lavori di restauro strutturale della Certosa, avviati soprattutto a seguito dei gravi danni causati dal terremoto nel 2012. Comune di Ferrara e Regione Emilia-Romagna hanno messo un milione di euro ciascuno, cifra che ha reso possibili cantieri di alto profilo anche per quanto riguarda i materiali (molto costosi trattandosi nella maggior parte di marmi antichi) utilizzati per le riparazioni.
Tra gli esperti che hanno seguito il delicato intervento erano presenti l’ingegnere Luca Capozzi e l’architetto Natascia Frasson, che ha illustrato gli aspetti più tecnici. Da quest’ultima, oltreché dall’assessore Aldo Modonesi, è venuto un richiamo accorato ai privati: «Il bello chiama bello - ha detto Frasson - e si è autorizzati a sperare che anche le tombe dei privati, di alcuni di essi, trovino una migliore condizione e rendano così l’intero complesso della Certosa ancora più bello e prezioso». Concetto che Modonesi ha ripreso, ringraziando coloro che hanno materialmente eseguito il progetto. Uno degli elementi lesionati su cui si è intervenuti con maggiore attenzione è stato quello legato alle fessurazioni nei muri perimetrali, fessurazioni che possono essere molto pericolose.
«Qui - ha però subito rassicurato Modonesi - tutte sono sotto controllo, compresa quella più evidente che si trova nella cosiddetta “area Massari”. La verifica ed i controlli dei nostri tecnici sono costanti, quotidiani. Con un occhio di riguardo anche alla pulizia del luogo». Il direttore dei lavori, l’architetto Pietro Pigozzi, l’ingegnere Davide Codecà e il collega Andrea Bernagozzi, assieme all’architetto Maria Di Donato, hanno ricordato anche un particolare impianto che consente di non far arrivare l’umidità alle architetture, così tutelandone la integrità. «La Certosa di Ferrara - ha poi rimarcato Modonesi - deve entrare a pieno titolo e molto presto nel circuito turistico dei monumenti principali da visitare per chi arriva a conoscere la nostra città. Un dovere per quella che è una delle Certose Monumentali più belle d’Italia».
Lavori seguiti in prima persona da Stefano Lucci direttore generale di “Ferrara Tua”, la società che ha in gestione, oltre alla Certosa di Via Borso, anche i 38 cimiteri del territorio comunale di Ferrara. Ricordando la vastità della Certosa di Ferrara, che si sviluppa su oltre 18 ettari. In pratica, un quadrante della città. Un quartiere, sempre sul piano dei numeri e dei dati generali. —
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