Fuga dalle obbligazioni e dai titoli di Stato Come è cambiato il risparmio nel dopo Carife
L’analisiOggi, 31 ottobre, è la giornata del risparmio. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Etica del risparmio e sviluppo”. Un tema delicato quello del risparmio in una provincia come quello di...
L’analisi
Oggi, 31 ottobre, è la giornata del risparmio. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Etica del risparmio e sviluppo”. Un tema delicato quello del risparmio in una provincia come quello di Ferrara duramente provata e scottata dall’esperienza negativa del crac di Carife e dalla perdita di molti risparmi custoditi nelle banche in termini di azioni e obbligazioni. La paura di perdere i risparmi di una vita ha trasformato e condizionato le scelte dei creditori bancari, che invece di investire su titoli azionari e obbligazionari, sono tornati a forme di risparmio più tradizionali come i depositi bancari, considerati più sicuro anche se dal rendimento bassissimo. Senza arrivare agli estremi di nascondere i soldi sotto il proverbiale materasso, il risparmio bancario in questi ultimi anni ha avuto un scossone non indifferente.
Le famiglie consumatrici hanno cambiato l’accesso ai depositi bancari proprio in concomitanza con le vicende del Salva Banche che hanno coinvolti i risparmi in Carife e in qualche modo hanno influenzato le scelte successive. Nel settembre 2015, in tempi di commissariamento bancario ma quando ancora non era calata la mannaia del decreto datato 22 novembre con l’azzeramento del valore di azioni e obbligazioni dell’istituto di credito ferrarese, le famiglie consumatrici facevano registrare un aumento di depositi del 3,9%, l’anno successivo, settembre 2016, l’aumento di era ridotto a meno di un terzo: 1,2%, per arrivare nel giugno del 2017 a un trend negativo con -0,7% di massa di depositi nelle banche. Quello è stato il punto più basso toccato in termini di variazioni sui 12 mesi. È cominciata da lì la risalita per un ritorno alla crescita dei depositi bancari per le famiglie ferraresi, fino ad arrivare al giugno di quest’anno dove l’aumento sull’anno è stato del 2,8%. Complessivamente i depositi bancari nel ferrarese hanno raggiunto un volume di 6,3 miliardi di euro per le famiglie e 1,4 per le imprese per un totale di 7,7 miliardi .
La vicende delle Carife e della altre banche hanno quindi creato una profonda turbative nelle abitudine al risparmio dei ferraresi. Lo dimostrano anche i titoli a custodia. Particolarmente evitate sono le obbligazioni delle banche italiane che fanno registare un crollo progressivo fino ad arrivare quest’anno a -35,8%, con un dimezzamento delle custodie rispetto al periodo pre Salva Banche. La massa dei titoli a custodia dei ferraresi è scesa quindi sotto i 5 miliardi, di cui solo 428 milioni di euro (meno del 10%) in obbligazioni bancarie e 944 milioni di euro (anche qui sotto la doppia cifra percentuale) in titoli di stato italiani. Indubbiamente l’effetto Carife è stato determinante in queste scelte.
Accelera la crescita dei depositi, grazie ai trend sia del settore delle famiglie sia del comparto, più limitato, delle imprese, la cui incidenza sale, ma rimane inferiore al 20% del totale e alla quota della regione (30%). L’andamento (+4,7%), pur in linea con l’ Emilia Romagna (+6,7%), evidenzia una variazione positiva più contenuta, causata dalla più bassa crescita del risparmio delle famiglie. Calano ancora i depositi con durata prestabilita o rimborsabili con preavviso (2.720 milioni di euro), che rappresentano in questo caso una quota superiore rispetto alla regione (35% contro il 22%), pur se in una fase di ridimensionamento per entrambi i territori. In contrazione risultano anche i titoli a custodia, con diminuzioni più consistenti per le obbligazioni di banche italiane e titoli di stato nazionali. Meglio alla fine la banca o il materasso? Purtroppo sono in molti ad avere ancora questo dubbio. —
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