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il delitto di valencia 

Omicidio Cenci, chiesti 30 anni La procura parte dall’ergastolo

Daniele Predieri
Omicidio Cenci, chiesti 30 anni La procura parte dall’ergastolo

La richiesta di condanna per Guidarelli che uccise l’ex amico Marcello in Spagna  I pm Savino e Volta: nessuna attenuante. La famiglia: brutalità senza precedenti  

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Nessuna attenuante, nessuna scorciatoia giudiziaria perché Eder Guidarelli merita l’ergastolo, il carcere a vita per aver ucciso l’ex amico Marcello Cenci, nella spedizione di morte, da Ferrara a Valencia, dove nella notte tra il 1 e il 2 luglio 2017 strangolò l’amico nell’androne della casa dove Marcello abitava, era andato ad abitare per sfuggire proprio a lui.



Ergastolo che solo e soltanto con la riduzione del rito abbreviato (la pena va già di un terzo) porta la richiesta della procura (in aula ieri pomeriggio i pm Ciro Alberto Savino e Ombretta Volta) ad una pena di 30 anni di carcere. L’udienza nel pomeriggio di ieri si è dipanata con la requisitoria dei due magistrati e poi con le richieste del legale di parte civile, Valentina Bordonaro per la famiglia Cenci.

Secondo la sintesi dell’udienza (a porte chiuse, per via del giudizio abbreviato) Eder Guidarelli uccise programmando la sua spedizione, un omicidio premeditato che lo portò da Ferrara a Valencia solo per porre fine alla vita di Marcello. Una aggravante che si somma alle altre, quella della minorata difesa e soprattutto quella legata ai fatti precedenti l’omicidio, quando Guidarelli, dall’agosto fino al dicembre del 2016 arrivò a picchiare, massacrare di botte, perseguitare l’ex amico per gelosia, atti di stalking e lesioni per cui Guidarelli è già stato condannato. Tre aggravanti che hanno portato la procura, dunque a chiedere l’ergastolo, ridotto poi ai 30 anni di pena: senza concedere nessuna attenuante, nemmeno quelle generiche, per la confessione di Eder, del tutto inutile e soprattutto, visto che era già in carcere per l’omicidio, solo dopo 7 mesi si assunse la responsabilità della morte dell’amico: confessione che fece solo per convenienza, per eventuali sconti. Che non debbono essere concessi per la procura.



Lo stesso legale della famiglia, Valentina Bordonaro, nella sua arringa ha seguito il solco della procura, sottolineando la premeditazione, la volontà di uccidere di Eder e la minorata difesa di Marcello, cui venne teso l’agguato quella notte di un anno e mezzo fa a Valencia. Parte civile per la famiglia che ha fatto richieste risarcitorie, non per un quantum, ma per avere il riconoscimento della brutalità di una tragedia senza precedenti. Contro Eder anche la perizia psichiatrica che ha valutato la sua assoluta capacità, ma soprattutto la sua violenza incontrollata e incontrollabile per un omicidio premeditato per cui la confessione viene ritenuta irrilevante. Un invito al giudice a non prendere nessuna scorciatoia da parte della accusa pubblica e privata, alla luce del fatto che le stesse attenuanti generiche sono state negate del tutto. Il giudice dovrà decidere dopo le arringhe dei difensori di Guidarelli (Gallerani e Forlani) fissate per il 4 dicembre: poi la sentenza, attesa per metà dicembre o inizi di gennaio. —





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