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Poligono, nuovi sviluppi Si va verso il patteggiamento

Annarita Bova
Poligono, nuovi sviluppi Si va verso il patteggiamento

I legali della famiglia Ghesini stanno pensando ad un rito alternativo In considerazione dei tempi la richiesta di rinvio a giudizio sarebbe già pronta

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Il 10 gennaio del 2016 il Poligono di tiro di Portomaggiore andò a fuoco. Tre persone rimasero intrappolate all’interno e persero la vita. Indagati per Disastro colposo e omicidio colposo plurimo i tre gestori (la famiglia Ghesini) e il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli. Dopo quasi tre anni di attese il procedimento potrebbe andare avanti nei prossimi giorni e le difese, come prevedibile, hanno già studiato le loro mosse.



L’avvocato Elisabetta Stabile è stata nominata dalla famiglia Ghesini e fin dall’inizio segue dunque la complessa ma anche molto dolorosa vicenda. Fabio Ghesini, titolare assieme al padre, è un ragazzo molto giovane ed aveva investito tutto nella realizzazione del Poligono. Stabilire se e in che misura ci siano delle colpe spetta naturalmente solo ai magistrati e in questi anni il peso non solo dei fatti ma anche delle parole ha pesato moltissimo in primo luogo sulle famiglie delle vittime, sulle persone rimaste ferite o in qualche modo coinvolte ma anche sulla famiglia Ghesini, sui genitori e sul figlio che stanno affrontando un percorso molto difficile. «In caso di richiesta di rinvio a giudizio valuteremo come muoverci - ha detto l’avvocato Stabile -. Può darsi che vista la situazione procederemo con la richiesta di un rito alternativo così da iniziare a prenderci le responsabilità sì ma anche a voltare pagina». La richiesta potrebbe essere in arrivo, considerati anche i tempi. Potrebbe anche materialmente non arrivare se si deciderà di procedere con il patteggiamento per padre e figlio Ghesini, in maniera diversa potrebbe essere valutata la posizione della madre. Arriverà invece quasi certamente per il sindaco Nicola Minarelli. «Per tutti è arrivato il momento di guardare avanti, di affrontare la vicenda e iniziare a pensare a percorsi alternativi soprattutto per un ragazzo molto giovane». —



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