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Cinquecento ferraresi in coda per donare il midollo ad Ale

Margherita Goberti
Cinquecento ferraresi in coda per donare il midollo ad Ale

Straordinaria adesione alla giornata organizzata da Admo e Nuova Ferrara. In poche ore un boom di iscrizioni per cercare un profilo compatibile  

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FERRARA. Una fila meravigliosa di ragazzi. Composti, diligentemente impegnati ad aspettare il proprio turno per iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo. Ieri sono stati loro, con il cuore e una grande generosità, ad aver scritto una bella pagina di senso civico per tutta la città.

L’iniziativa promossa dalla Nuova Ferrara e dalla sezione ferrarese dell’Admo, per cercare di aiutare il piccolo Alessandro, un bimbo di 1 anno e mezzo che ha bisogno disperatamente di un trapianto di midollo osseo ma non ha trovato un donatore compatibile, ha raccolto 500 adesioni, dalla 15, apertura in anticipo di un’ora per la coda già esistente, alle 22 inoltrate.

Parlano i giovani

Benedetta di Stellata, Lorenzo di Ferrara che legge sempre la pagina face book della Nuova Ferrara, ma anche Rebecca di Lecce con le colleghe di biotecnologia Matilde, Alice, Cecilia , Greta di farmacia, Francesco, Marco e l‘elenco potrebbe proseguire con altre centinaia di nomi di giovani che si sono presentati ieri in Piazzetta Municipale per sottoporsi al tampone salivare ed iscriversi così al registro nazionale come possibile donatore di CSE.

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L’appello lanciato da genitori italiani ma residenti a Londra per trovare un donatore compatibile con il loro piccolo Alessandro affetto da una malattia molto rara, ha trovato una straordinaria risposta anche a Ferrara.

Molti gli studenti universitari che si sono presentati , alcuni stimolati dalla notizia ormai di dominio pubblico, altri come Rebecca 22 anni di Lecce già donatrice di sangue che ha voluto così aggiungere alla sua disponibilità di aiutare il prossimo, questa adesione all’appello.

«Ho solo 18 anni – riferisce Francesco tranquillamente in coda da una mezzoretta - frequento il liceo Ariosto ma abito a San Pietro in Casale. Così oggi non sono tornato a casa per il pranzo e sono rimasto per poter essere qui alle 16 e sperare di poter salvare una vita».

Oltre a Giacomo Mazza che è stato chiamato nel 2016 per donare il midollo, e che potrebbe darlo ancora ma alla stessa persona c’era anche l’amico Francesco Deponti di 30 anni.

«Io ero pronto a donare – racconta – ed infatti fui anche chiamato ma dagli esami preliminari si scoprì che avevo latente una malattia che ha richiesto un anno di cure, mi ha impedito di dare il midollo ma la mia disponibilità in fondo posso dire che mi ha salvato la vita perché sono perfettamente guarito».

Il medico

«La tipizzazione fino al 2014 era a bassa risoluzione – ha spiegato il medico Marco Lodi presente ieri - ora invece si fa ad alta risoluzione e ci permette di essere più appetibili sul piano internazionale per il profilo HLA dei possibili donatori; ma tutto questo costa circa 200 euro a persona che si sottopone al tampone salivare. Abbiamo comunque un finanziamento a livello nazionale pari ai 2/3 dei nuovi ingressi, ma lo spettacolo che questi giovani ci stanno offrendo i è davvero meraviglioso perché forse potranno dare una possibilità anche ad altre persone ammalate».

La lunga coda

È stata un coda costante davanti al punta raccolta di piazza Municipale 11, concesso da Unife, e nemmeno la pioggia cauta per alcuni minuti dopo le 18.30 non ha rovinato la raccolta. Una bell’esempio. -


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