Rinaldi Motors, in fuga con i soldi dei clienti: maxi truffa da Ferrara fino in Calabria
Auto vendute a 20/30mila euro e mai consegnate, decine di denunce a carabinieri e finanza: dietro a tutto una banda
FERRARA. In via dell’Aeroporto, civico 42, non c’è più niente. Restano le vetrine col marchio della concessionaria, Rinaldi Motors, e le vetrofanie dei brand di auto di lusso messe in vendita, in teoria: Lamborghini, Mercedes, Maserati. Non c’è più niente ora, ma anche prima nessuno sapeva: gli abitanti della via , anche ieri mattina, sorpresi e increduli chiedevano: «Ma c’era davvero una concessionaria, qui?». C’era, eccome, visto che, una notte della settimana scorsa, le auto proposte sul sito www.rinaldimotors.it, e fatte rimbalzare in vendita sulla piattaforma “AutoScout24” (del tutto ignara, sia chiaro) sono state portate via con le bisarche. E con loro sono spariti anche i gestori della concessionaria, primo tra tutti Rinaldi Dylan, scomparso coi soldi dei clienti, già versati: centinaia di migliaia di euro, sottostima di queste ore.
UN MONDO DIETRO QUEL NOME
Di Rinaldi Dylan si sa ben poco: ma basta citarne il nome alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri per scoprire che è più che conosciuto perchè nelle settimane scorse, lui e altri come lui hanno congegnato e messo a punto la più grande truffa di questi anni. Tanto che sono già decine e decine le denunce a Carabinieri e Finanza. Che la procura dovrebbe presto accorpare in un unico fascicolo per indagare su quella che in realtà è una maxi truffa a livello nazionale, organizzata da una associazione a delinquere che avrebbe già colpito - stessi metodi, stessi nomi inventati e stesse auto (importate dalla Germania) - nel Veneto e in mezza Italia.
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Il sospetto, che diventa quasi certezza investigativa, è che Dylan Rinaldi non esisterebbe: o meglio, chi lo usa (si parla di furto di identità) avrebbe altro nome, ben conosciuto (indagini sono in corso), e avrebbe già piazzato un’altra colossale truffa a Chioggia, con un’altra concessionaria. Truffe via internet, sulla piattaforma Auto Scout 24 (ripetiamo, non coinvolta). E che ha fatto abboccare clienti da mezza Italia: come hanno spiegato ieri alla Nuova due dei truffati (vedi scheda qui a fianco), un ragazzo rodigino e uno calabrese, che hanno versato quasi 25 mila euro per auto importanti (Bmw e Audi), per scoprire poi, il 22 ottobre scorso, recandosi in via Aeroporto (dopo visite e prove di auto, contatti telefonici e messaggi) che la sede della Rinaldi Motors era una scatola vuota.
TUTTO QUESTO E' UN DISASTRO
«Forse non potremmo riavere nè i nostri soldi nè le nostre auto, ma è bene che si sappia tutto questo - spiegavano ieri alla Nuova - per evitare un altro disastro». Così hanno creato un gruppo Whatsapp (tra truffati), un profilo su Facebook, «Rinaldi Motors truffa», pubblicando anche la foto del presunto Dylan Rinaldi. Che ovviamente non può esser stato il solo a gestire la maxi truffa. Al momento non si conoscono i numeri del raggiro: le denunce sono decine, ancor di più le segnalazioni. E gli inquirenti hanno le idee chiare: «E’ bene muoversi, queste sono persone pericolose». —
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