«Il don non sa nulla» Scontro tra il sacerdote e la famiglia Branchi
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«Non ha mai ricevuto confidenze sul delitto». L’avvocato di don Tiziano Bruscagin Milena Catozzi chiarisce la posizione del suo assistito dopo l’iscrizione del prete nel registro degli indagati per l’omicidio di Willy Branchi.
L’inchiesta riaperta registra un botta e risposta tra il legale del sacerdote di nuovo indagato per false dichiarazioni al pm, don Tiziano Bruscagin, e la famiglia Branchi. Il difensore di Bruscagin, Milena Catozzi, ha contestato le accuse mosse al prete, sottolineando che il motivo per cui il caso non è stato risolto per 30 anni si deve a «carenze e lacunosità» in merito alle indagini dell’88 e del ’96.
Affermazioni cui la famiglia Branchi replica: «Non si comprende sulla base di quali elementi il legale dell’ex parroco di Goro affermi questo», visto che per le indagini del 1988 non venne nemmeno aperto un fascicolo di indagine. La famiglia Branchi risponde anche all’accusa di una gogna mediatica sul sacerdote, «perché non individua in don Tiziano Bruscagin il colpevole del mancato ritrovamento degli assassini (come afferma il difensore del sacerdote, ndr) ma, cosa ben più grave, prende atto della circostanza che l’ex parroco di Goro è stato iscritto per la seconda volta nel registro degli indagati per false informazioni al pm».
il parroco
È la Procura, con due diversi pm, ricorda la famiglia, a formulare le accuse ed è la Procura «ad individuare nel sacerdote specifiche responsabilità penali». In merito al nuovo coinvolgimento del parroco, il suo legale «ribadisce di non aver mai ricevuto fuori o dentro il confessionale confidenze da testimoni diretti del fatto, tant’è che non fu sentito all’epoca come persona informata sui fatti: il suo ricordo è ora quello di una persona di 80 anni, non più nitido come avrebbe potuto esserlo 30 anni fa».
Ribatte la famiglia Branchi tramite il legale Simone Bianchi: «In merito gli odierni sbiaditi ricordi dell’ex parroco di Goro, si evidenzia soltanto che nel 2014 le stesse reminiscenze apparivano decisamente più nitide». —
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