La bandiera leghista sul pennone. Boldrini: "Salvini prenda le distanze"
La senatrice ha portato la questione in parlamento con una interrogazione: "Temo che il ministro conosca i suoi adepti e li lasci fare, atto che richiama la dittatura"
FERRARA. L'alzabandiera con i colori della Lega messo in scena l'altra notte dal segretario comunale del Carroccio, Nicola Lodi, sul sagrato del Duomo, Ferrara sta facendo sentire i suoi echi in parlamento. La senatrice ferrarese Paola Boldrini annuncia infatti una interrogazione a risposta orale.
"Bene ha fatto il sindaco Tiziano Tagliani a dichiarare che non procederà con una denuncia, dato che essendo l'atto pubblico procederanno d'ufficio prefettura e procura, perché a queste provocazioni non bisogna cedere - scrive Boldrini - Tuttavia ritengo che Matteo Salvini, in quanto ministro dell'Interno che ha giurato sulla Costituzione debba esprimersi".
"Il ministro Salvini non solo non può tacere, ma deve esprimersi e richiamare Lodi. Non farlo equivale a legittimarlo. Un ministro dell'Interno non può permettere che si verifichino, in suo nome, fatti come questo. Due - rimarca Boldrini - sono le ipotesi: o non conosce chi rappresenta sui territori il suo partito, ma ne dubito. O, seconda ipotesi, li conosce e lascia fare, cosa che temo. Deve prendere le distanze. E' il suo ruolo ad imporglielo».
La conclusione: «Siamo di fronte a un sopruso nei confronti di un simbolo che rappresenta la nazione intera, democraticamente governata. Questo gesto richiama nei modi la dittatura e non può essere lasciato correre. E se non saranno presi provvedimenti, allora sapremo di avere nel governo un nemico delle istituzioni».
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