Paron presidente, una vittoria annunciata Il centro-sinistra strappa la maggioranza
Sei consiglieri più la presidenza, Fabbri (Lega): dem al minimo. “Giallo” M5s, Calvano (Pd) accusa: hanno votato a destra
Cronaca di una vittoria più che annunciata. Barbara Paron è il nuovo presidente della Provincia. Elezioni singolari, che si portano appresso espressioni singolari, come voto ponderale che significa consenso che non deriva dal suffragio universale (cioè dal voto diretto dei cittadini) bensì dal peso percentuale (indiretto) dei consiglieri comunali del Ferrarese che si sono recati alle urne per votare. Fatta la doverosa spiegazione, diciamo subito che queste elezioni provinciali sono state vinte dal centro-sinistra, sia pure di stretta misura: Paron presidente eletta con 133 voti, su un totale di 244 voti validi, 104 le schede bianche, 7 le schede nulle. Un voto che è stato letto da molti come un test in vista delle Comunali 2019, soprattutto perché mancava una lista M5s, e qui s’innescano le polemiche tra pentastellati e Pd.
Nel nuovo Consiglio provinciale sei i consiglieri della lista di centro-sinistra “Ferrara Insieme”, che con Paron formano una maggioranza: Deanna Marescotti, Nicola Minarelli, Nicola Rossi, Davide Bertolasi, Anna Celati e Simona Penini. Due gli eletti per la civica, “Noi per il territorio”: Angelo Mottola e Alessandro Guaraldi. Quattro quelli del raggruppamento di centro-destra “Terre estensi”: Francesca Piacentini, Gino Soncini, Michele Sartini e Mauro Zanella. Presidente e consiglio resteranno in carica due anni, limite del mandato di Paron a sindaco di Vigarano. Il dato di fatto è che il risultato di Provinciali ha scatenato una vera bufera politica. Paolo Calvano, segretario regionale Pd, festeggia e attacca il M5s: «Avevano detto di non partecipare al voto - tuona - , invece i loro rappresentanti sono andati a votare e hanno votato a destra. Il M5S è ormai un appendice della Lega - rincara Calvano - sia al Governo che sul territorio».
Parole che provocano la reazione di Ilaria Morghen consigliere comunale a Ferrara e tra gli esponenti più autorevoli: «Se il Pd un tempo era al 40% e ora si ritrova al 16 non è colpa nostra - morde la Morghen - ; questo Pd deve capire due cose: non può più governare da solo, e non può più prescindere dalla presenza del Movimento 5 Stelle». A proposito di Cinquestelle: l’ordine dei dirigenti nazionali era quello di non candidarsi, mentre era ammesso il voto. A Ferrara sono stati due i Cinquestelle votanti: Claudio Fochi (che non ha rivelato per chi ha votato) e Federico Balboni.
Soddisfatto il capogruppo leghista in Regione, Alan Fabbri: «Il dato è che la Paron è stata eletta presidente col minino dei voti e che quindi il Pd è spaccato». Soddisfatto anche Fabrizio Toselli, sindaco (civico) di Cento: «Sono contento che la lista ‘Noi per il territorio’ abbia centrato l’obiettivo di confermare 2 consiglieri provinciali. I movimenti civici rappresentano una realtà con cui tutti sono chiamati a confrontarsi».
Tra 20 giorni la prima riunione. —
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