Risarcimenti, testo “raggelante” Agli ex azionisti appena il 30%
Secondo la versione circolata ieri pomeriggio il governo riconoscerebbe solo un ristoro parziale e dopo sentenza o pronunciamento Consob
Il testo della manovra finanziaria del governo fatto circolare ieri pomeriggio dal Sole 24 Ore, con la dicitura «testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato», ha messo in grande agitazione i risparmiatori ferraresi. L’articolo 38, «Fondo per il ristoro dei risparmiatori», in meno di tre pagine di testo smonta infatti quasi tutte le certezze accumulate in queste settimane di trattative con il governo, a partire da un numero-base: ristoro agli ex azionisti pari al 30% di quanto riconosciuto dalle sentenze dei giudici e dalle pronunce dell’arbitro Consob. «Il governo non ci ha ancora trasmesso un testo ufficiale, fosse questo la reazione sarebbe molto negativa» è il sentiment dei risparmiatori, che attendono a questo punto con un’ansia supplementare l’incontro dell’8 novembre al ministero delle Finanze.
Capisaldi indigesti
Una razione supplementare di prudenza è d’obbligo, visto che di bozze di testo ne è circolata più d’una, in questi ultimi giorni, ma certo l’impostazione dell’art. 38 contiene elementi di coerenza con quanto finora affermato dagli esponenti governativi, assieme appunto a punti spiazzanti per i risparmiatori. Viene anzitutto confermata l’entità dello stanziamento a disposizione del Fondo di ristoro, che avrebbe «una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021». Si tratta dei famosi fondi provenienti dai conti bancari dormienti, che ammontano a 1,5 miliardi in tre anni: considerato il previsto taglio di 25 milioni, ci siamo.
Torna anche il termine per la presentazione delle domande, il 30 giugno 2019. I successivi capoversi, però, sono raggelanti: «La misura del ristoro erogato è pari al 30% dell’importo onnicomprensivamente riconosciuto e liquidato nelle sentenze o pronunce di cui al comma 1 (l’arbitro Consob, ndr), entro il limite massimo complessivo di 100mila euro per ciascun risparmiatore». Il ristoro non è cumulabile con altri indennizzi, e l’accettazione equivale alla rinuncia ad ogni altra forma di risarcimento.
le reazioni
«Fosse così, si tornerebbe a dover dimostrare all’arbitro violazioni da parte della banca, oltre ad accantonare le promesse del rimborso al 100%» rileva Mirco Tarroni (Amici Carife). «Non è questo il testo di cui si è parlato il 4 ottobre, né in tutte le altre occasioni di confronto con il governo, per cui restiamo prudenti: non potrebbe certo soddisfarci» si limita a dire Milena Zaggia (Azzerati). —
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