Casa dei papà separati Un anno di attività con quattro “rinascite”
Il traguardo sarà celebrato con un week end artistico In mostra trenta dipinti di un ex ospite che ce l’ha fatta
Un uomo, minuscolo, spalanca un enorme sportello che ha l’aria di essere molto pesante, ma dietro il quale si intravvede una luce potente. Un pianoforte galleggia in un cielo agitato, o ancora una musica misteriosa, trascinata da un pentagramma, spezza il tempo e trasforma la realtà.
Sono soltanto alcuni dei soggetti dei quadri che Emmanuel Herrera, dominicano di nascita ma ferrarese di adozione, ha realizzato durante i suoi sei mesi di permanenza nella Casa per padri separati “Mai Da Soli”, inaugurata proprio un anno fa in viale Alfonso d’Este 7.
Compleanno speciale
Per celebrare questo importante traguardo, l’omonima associazione ha deciso di organizzare una mostra dei dipinti di Herrara, trenta quadri che saranno esposti sabato 10 e domenica 11 novembre dalle 10 alle 19 nella stessa Casa per papà separati. Il Fine Settimana nell’Arte farà dunque da cornice al primo compleanno della struttura che accoglie coloro che, dopo la fine di un matrimonio, devono affrontare non soltanto il dolore dell’abbandono ma, spesso, anche serie difficoltà economiche. «Vorremmo che questa iniziativa diventasse una ricorrenza tradizionale, da riproporre a ogni anniversario - spiega il presidente dell’associazione Mai Da Soli, e promotore del progetto, Stefano Ferrari - La mostra dei quadri di Emmanuel vuole essere un segnale di speranza, perché quelle opere sono nate durante i sei mesi che ha trascorso qui da noi, sei mesi per rimettere in sesto la sua vita, e durante i quali c’è stato spazio per la creatività, per stemperare il dolore con la fantasia».
Quattro vite in ripresa
Oltre a Herrera, in questo primo anno altre tre persone hanno ricominciato a camminare nel “mondo fuori” dopo una pausa di qualche mese nella casa di viale Alfonso d’Este per rimettere insieme la propria vita spezzata: «Ognuno ha la sua storia - spiega Ferrari - Ares è rimasto quattro mesi e adesso ha trovato un monolocale in cui vivere da solo; anche Valentin, che è stato con noi sei mesi, ora si è trasferito in un appartamento. Poi c’è Luigi, che dopo tre mesi è andato a stare a casa del fratello, con il quale si è riavvicinato dopo un periodo problematico. Infine Emmanuel, appunto, che è di nuovo felice insieme alla sua nuova compagna, con cui ora convive».
Il regolamento prevede una permanenza massima di dodici mesi nella Casa Mai Da Soli, che attualmente ospita altre quattro persone. La quota è di 250 euro mensili, tutto compreso, in attesa di trovare una sistemazione sostenibile dal punto di vista economico. I rapporti che l’associazione ha instaurato con varie agenzie immobiliari vanno proprio in questa direzione. Il resto è fatto di condivisione, speranza e voglia di ricominciare. —
Alessandra Mura
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