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Laura Martignani, studentessa di Santa Maria Codifiume firma il saggio “L’indebolimento dei legami umani” 

«Sono cresciuta con il web ma preferisco i rapporti reali»

Irene Lodi
«Sono cresciuta con il web ma preferisco i rapporti reali»

l’intervistaLe relazioni sono sempre più a rischio: i rapporti tra persone si fanno via via più complessi, e gli individui si allontanano gli uni dagli altri. Questo è il tema principale del saggio...

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l’intervista

Le relazioni sono sempre più a rischio: i rapporti tra persone si fanno via via più complessi, e gli individui si allontanano gli uni dagli altri. Questo è il tema principale del saggio di Laura Martignani, vent’anni appena compiuti. La studentessa ferrarese, originaria di Santa Maria Codifiume, ha scritto “L’indebolimento dei legami umani” (ed. Divergenze). Postfazione ed apparato critico sono a cura del filosofo Marco Vagnozzi.

Quando comincia la passione per la scrittura?

«Ho sempre scritto fin da piccola, partendo dalle annotazioni del diario segreto, le riflessioni sulla giornata. Anche a scuola mi piaceva scrivere, ho cominciato a produrre degli articoli su diversi argomenti, tra cui questo sull’indebolimento dei legami umani, che è diventato sempre più lungo e il mio editore ha deciso di pubblicarlo come saggio».

Lei che cosa intende per “indebolimento dei legami umani”?

«Lo vediamo ovunque: nelle notizie di attualità, in famiglia, a scuola: le tecnologie, unite alla tendenza all’individualismo e alla competizione ci stanno allontanando dalla vita e dai contatti reali, dai legami a pelle, faccia a faccia, facendoci preferire quelli virtuali. La mia è una riflessione anche personale, facendo parte di questa generazione mi riguarda: anche se mi è capitato spesso di usare la tecnologia per parlare con persone lontane, ho sempre preferito un contatto reale. Spesso ci sono state persone che hanno preferito la virtualità e che quindi si sono allontanate da me».

Come possiamo agire per contrastare questo pericolo?

«La soluzione secondo me è rimanere attenti a quale sia la realtà: la tecnologia non è da condannare, è un elemento in più a nostra disposizione, ma dobbiamo ricordarci di concentrarci sulla quotidianità. La competizione è uno strumento da usare a nostro favore, per esempio nel campo lavorativo, ma - conclude Laura Martignani - bisogna distinguere la sana competizione dal sentimento negativo che ci porta a favorire noi stessi a discapito degli altri, è necessario mantenere una giusta mediazione». —

Irene Lodi

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