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La storia del piccolo Morelli Il soldato che amava la poesia

D.B.
La storia del piccolo Morelli Il soldato che amava la poesia

Raminelli ha scritto un libro sul militare che ha raccontato la guerra in un diario «Basso di statura ma amato da tutti. Con lui importante spaccato del conflitto»

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Le iniziative per il centenario della fine della Grande Guerra non sono terminate. Ad esempio, stamane la festa delle forze armate è in piazza Roma a Comacchio, mentre domenica vengono posizionati nuovi cippi in memoria di Caduti a Bondeno. Venerdì mattina, invece, a Berra verrà presentato il volume “Anselmo Morelli. La storia della mia vita militare”, scritto da Giovanni Raminelli, professore di Serravalle in pensione che da anni si dedica a ricerche storiche.

un eclettico soldato

Ma attenzione, il ferrarese Morelli - era originario di Marrara - non è morto nel corso della Prima Guerra Mondiale, vivendo fino alla bella età di 92 anni. Ma Morelli è stato un soldato con due grandi passioni, la poesia e la scrittura. E se per la prima, Enzo Sardellaro (docente al liceo classico di Adria) nel 2004 ha realizzato una bella antologia, Raminelli d’accordo con gli eredi di Morelli ha voluto porre l’attenzione agli altri suoi scritti, in particolare il diario dove sono annotati i ricordi della guerra.

pagine di storia

Piccolo di statura e nato nel 1879, andò in guerra non più giovanissimo. Sapeva leggere, scrivere e “fare di conto”, così gli furono assegnati i servizi di sussistenza. Non andò in prima linea, ma visse tante azione pericolose e per una di queste fu anche decorato, anche se dai suoi lasciti risulta solo il cavalierato di Vittorio Veneto. All’interno del diario le struggenti lettere alla moglie, quasi delle poesie, scritte dal 1916 al ’18. «La cosa interessante - ci spiega Raminelli - è che per l’incarico ricoperto segnava dati precisi su quella che era la vita militare, ad esempio le razioni date ai soldati secondo i diversi momenti del conflitto».

il poeta di serravalle

Nella vita civile Morelli fu prima gerente dell’ufficio postale di San Nicolò. Nel 1905 sposò la fidanzaata di Tamara e dal 1919 diventò gerente alle Poste di Serravalle, dove rimase in servizio fino al ’52. Non smise mai di scrivere e, anzi, il diario risulta essere stato completato nel ’56. «Era conosciuto e stimato da tutti in paese - ricorda Raminelli -, io stesso ragazzino lo ricordo bene, questo ometto piccolo e gentile, che tutti chiamavamo poeta».

Passione per la poesia che ha tenuto fino agli ultimi giorni di vita, tanto che quando morì nel 1971 aveva perfino preparato il proprio epitaffio, che si trova sulla sua tomba a Serravalle: “In questa tomba giace e dorme eterno in pace colui che in terra visse e qualche cosa scrisse”.

D.B.

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