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Sì alla fusione delle banche «Obiettivo 6 milioni di utile»

Lauro Casoni
Sì alla fusione delle banche «Obiettivo 6 milioni di utile»

Voto quasi unanime  all’assemblea straordinaria dei soci di Banca Centro Emilia «Ci saranno in tutto 27 filiali e più di 16.500 associati»

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CASUMARO

Sala polivalente di Casumaro stracolma di soci della Banca di Credito Cooperativo Centro Emilia, venuti da tutte le zone di influenza dell’istituto con sede a Corporeno ieri mattina, giorno festivo e di rilievo storico nazionale. Ma anche l’evento organizzato dalla banca ha grande rilievo: si è deciso infatti con voto quasi plebiscitario (1.463 voti a favore, contrari e astenuti non arrivano a 20 voti) la fusione per incorporazione con il Credito Cooperativo Reggiano, Bcc di 10 filiali con sede a Scandiano, e si è completa l’adesione al Gruppo bancario di Cassa Centrale Banca.

le parole di govoni

Il direttore generale, Giovanni Govoni, rispondendo alle domande dei soci e relative ai rischi dell’operazione con il reggiano ha voluto sottolineare la portata dell’operazione. «Con il giusto tempo ed il nostro modello organizzativo riusciremo ad incidere sui costi e a sviluppare significativamente la redditività. Dovremo fare sacrifici ma è in atto una selezione darwiniana nel mondo bancario in tema di aggregazioni: o mangi o sei mangiato, e noi non vogliamo essere mangiati da nessuno. Siamo assolutamente convinti che il nostro modello organizzativo possa estrarre quel potenziale inespresso che ancora non si riflette nel conto economico del Reggiano. La loro è una banca giovane, a differenza della nostra che ha oltre un secolo di storia, e che ha fatto investimenti in tempi di crisi economica. Il nostro obiettivo nei tre anni a banca fusa è quello di raggiungere i 6 milioni di euro di utile».

il presidente

«Avremo una banca divisa in 27 filiali con sede e direzione a Corporeno ed una base sociale di oltre 16.500 soci», spiega Giuseppe Accorsi che continuerà a presiedere il consiglio di amministrazione. «Unite, Ccr e Banca Centro Emilia - sottolinea Govoni, confermato direttore generale - avranno 88 milioni di euro di patrimonio, impieghi netti per 971 milioni di euro ed una raccolta totale di 1. 539 milioni di euro». —

Lauro Casoni

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