Il cantiere esce dal tunnel Lavori in rettorato nel 2019
È partita la consegna del progetto esecutivo, la svolta dopo un fermo di tre anni Un progetto da 44 milioni di euro per rimettere a nuovo quattro palazzi lesionati
Il progetto rettorato ha imboccato la discesa al termine di una lunga e sofferta salita. Dopo il via libera della Conferenza dei servizi la scorsa primavera, si è arrivati ora anche alla consegna graduale del progetto esecutivo per la ristrutturazione dei palazzi universitari di via Savonarola. Questo è in assoluto l’intervento di risanamento post terremoto più complesso e costoso dell’intero cratere del sisma 2012.
La ristrutturazione del rettorato e dell’intero polo universitario di via Savonarola, con i suoi 44 milioni di euro, è un intervento che richiederà ancora tempo e pazienza, ma dopo questa svolta, si intravede almeno una data ipotizzabile per l’inizio dei lavori: primi mesi del 2019.
«Stiamo imboccando la giusta direzione - spiega l’ingegner Giuseppe Galvan, dirigente dell’area economica e tecnica dell’Università di Ferrara - il progetto preliminare era stato presentato nel giugno 2015 e ci è stato restituito con la richiesta di integrazioni che abbiamo presentato a settembre di quell’anno. Poi ci sono stati ostacoli per la presentazione del progetto definitivo, in quanto l’Università, a differenza degli enti pubblici come Comune e Provincia, è considerata una istituzione parastatale ed è come se fossimo un soggetto privato, per cui la procedura è stato molto più lunga ed onerosa e molto più complicata rispetto agli enti pubblici».
Dopo oltre tre anni di impedimenti, ora secondo le previsioni tecniche, si può andare a gare nel 2019 per un lavoro che dovrebbe concludersi nel 2023. Il progetto di ricostruzione universitaria è composto da due lotti.
Il primo prevede il restauro di Palazzo Renata di Francia (che ospita il rettorato), Palazzo Strozzi (l’ex ospedale Ortolani acquistato dall’Università dalla Provincia) e Palazzo Tassoni Mirogli (dipartimento di Lettere). Si tratta di un unico lotto perché i tre palazzo sono collegati tra loro e si richiede un intervento di restauro complessivo. La cifra per sistemare l’intero primo lotto è di 37 milioni. Il secondo lotto, che è in attesa a breve di un via libera sempre dalla conferenza dei servizi, per poi attivare il progetto esecutivo prevede il restauro di palazzo Gulinelli (sempre in via Savonarola dall’altro lato della strada), che diventerà la biblioteca di Lettere, per un importo di 7 milioni. I due lotti una volta che il secondo avrà avute le autorizzazioni procederanno di pari passo
«Sarà un lavoro complesso - prosegue Galvan - perché le scosse di terremoto hanno fatto molti danni, soprattutto al primo piano del rettorato con crepe evidenti che dovranno essere riprese. Essendo i tre palazzi collegati si procederà ad un intervento globale in modo da renderli agibili».
Dopo la messa in sicurezza con gli interventi immediati del 2012 ora ci sono molte sale che presentano ancora rilevante ferite ai muri e nei soffitti lasciate da quelle lunghe e devastanti scosse. Il progetto che per troppo tempo è rimasto imprigionato nelle pastoie burocratico facendo perdere tempo prezioso al progetto di rinascita delle polo universitario di via Savonarola, ha imboccato la svolta definitiva. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
