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Vm, è iniziata la fase della solidarietà Fiom: «Vigileremo» Contratto al rinnovo

Fabio Terminali;
Vm, è iniziata la fase della solidarietà Fiom: «Vigileremo» Contratto al rinnovo

La Cgil: «Quella centese è tra le quattro fabbriche Fca a rischio» Le altre sigle sindacali chiedono aumenti a regime del 10%  

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Sono giorni intensi in casa Vm, su entrambi gli scenari, locale e nazionale. Circa il primo: nella fabbrica metalmeccanica di via Ferrarese, ieri sono iniziati gli otto mesi di contratto di solidarietà per 821 dipendenti (su circa 1.100 totali).

Una nuova fase dopo la cassa integrazione che si era chiusa prima del ponte di Ognissanti. La Fiom-Cgil non aveva firmato, lo scorso 18 ottobre, l’accordo per l’applicazione dell’ammortizzatore sociale che riduce contestualmente orari e salari dei dipendenti. Ma non intende tenersi fuori dalla partita.



«Mensilmente – dice Samuele Lodi, segretario generale Fiom – chiederemo all’azienda un incontro per analizzare la gestione della rotazione del personale. Auspichiamo che venga applicato il criterio della massima equità». La puntualizzazione è importante, perché Lodi individua un rischio: visto che la riduzione massima oraria complessiva per singolo lavoratore è del 70%, il timore è per qualche dipendente «di essere posto in sospensione per periodi anche molto lunghi per poi essere richiamati solo all’ultimo semplicemente per rispettare l’obbligo del 30% in otto mesi».



I metalmeccanici della Cgil continuano a manifestare preoccupazione per il futuro dello stabilimento centese, come manifestato nell’incontro avvenuto al Ministero dello sviluppo economico per fare il punto del settore auto a livello nazionale. La Fiom ritiene che, nell’intero ambito Fca, nel 2018 si determinerà una contrazione dei volumi di produzione di auto a meno di 700mila, con una inversione sui volumi degli anni precedenti.

In sofferenza ci sono 4 stabilimenti: Pomigliano, Mirafiori, Pratola Serra e proprio la Vm di Cento. «Senza un allineamento tra ammortizzatori sociali e piano industriale – sostengono dalla Fiom – ci sono rischi sempre più concreti sui lavoratori».

D’altronde, proponendo i contratti di solidarietà, l’azienda aveva quantificato in 476 lavoratori i possibili esuberi in via Ferrarese.



Intanto ieri Fim, Uilm, Uglm, Aqcfr a Roma hanno messo a punto una piattaforma unitaria per iniziare la contrattazione per il rinnovo del contratto di lavoro che si applica in Fca, in scadenza a dicembre.

Sul capitolo salario, vengono chiesti per il rinnovo dell'accordo in scadenza a fine anno «aumenti complessivamente pari al 10% della paga base» a regime in quattro anni: un incremento che va da 1.867 euro a 2.828 euro in busta paga in più ogni 12 mesi, a seconda del gruppo professionale e delle fasce. Sul versante normativo, si rivendica di rafforzare la formazione professionale, il diritto allo studio e di migliorare gli istituti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. «Quella presentata oggi – ha sottolineato Marco Bentivogli (Fim) – è una piattaforma ambiziosa e robusta».



Il documento sarà votato dalle rappresentanze sindacali aziendali l’8 e il 9 novembre, per poi essere discusso nel corso dell’incontro con i vertici Fca del 29 sul piano industriale del gruppo. La Fiom, che non firmò l’ultimo contratto e non partecipa alla nuova piattaforma, verrà ricevuta il 30 novembre. Nel frattempo lancia la richiesta di un tavolo unitario e quello dell’adeguamento dei salari ai livelli di quelli applicati dalle aziende di Federmeccanica. —



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