«Diventa Testimone di Geova». Insultata e picchiata dal marito
I maltrattamenti contro la donna duravano da mesi, botte anche al padre di lei. La nuova fede e problemi con l’alcol: era diventato un altro. È stato denunciato
L’ultima denuncia l’ha fatta lunedì mattina, alla polizia, per botte e violenze subite dall’uomo che aveva sposato 9 anni prima: lei, la moglie, non ha più resistito per le liti in famiglia, perchè picchiata dal marito che voleva indurla a convertirsi ai Testimoni di Geova e con la “complicità” dell’alcolismo era diventato un’altra persona. Da due anni succedeva tutto questo:per la moglie questo cambiamento aveva coinciso con la nuova fede che il marito praticava, andando alla Sala del Regno dei Testimoni di Geova. E dopo aver iniziato a professarla, voleva che anche lei lo seguisse. Da qui sono iniziati gli episodi, le liti, i maltrattamenti. Culminati lunedì scorso nell’ultima violenza familiare in casa.
Lunedì pomeriggio infatti la Polizia è intervenuta nella casa della coppia, in zona Saragozza a Bologna. L'uomo, un 57enne ferrarese, è stato denunciato per maltrattamenti continuati in famiglia e come disposto da polizia e dal magistrato di turno, dovrà andarsene di casa perché a suo carico è stato deciso l’allontanamento dal nucleo familiare e soprattutto anche il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie e dai parenti (sono le nuove disposizioni sulle norme contro le violenze familiari). Una vicenda secondo quanto è stato ricostruito dalla Polizia di Bologna conosciuta da tempo, perché la coppia, sposata da 9 anni, aveva cominciato ad avere problemi già negli ultimi due anni: litigi, minacce rivolte a tutti i familiari e la richiesta sempre più insistente che la moglie si convertisse. E guarda caso questo cambiamento era coinciso con la nuova religione che lui voleva che anche lei praticassee .
La situazione però è degenerata la scorsa estate. Da agosto scorso la compagna, 38enne di origine moldava, è stata più volte costretta a chiamare il 113 e denunciare il marito. Domenica scorsa l'uomo avrebbe preteso di portar fuori la figlia piccola della coppia, di due anni, sebbene fosse ubriaco. E in preda alla rabbia aveva poi devastato i mobili di casa nell’ennesima sfuriata casalinga. Poi lunedì mattina, ormai esausta, la donna si era recata alla polizia per denunciare per l’ennesima volta quell’uomo, suo marito che non riconosceva più come tale. Non solo per via della pressione sulla religione, ma soprattutto per il problema dell’alcolismo che lo stava bruciando e amplificava le tensioni della coppia e in famiglia.
Nel pomeriggio di lunedì, quindi la goccia che ha fatto traboccare il vaso: l'aggressione al suocero 64enne e la minaccia: “Vi ammazzo tutti”. All’arrivo della Polizia, dopo il consulto tra gli agenti e il pm di turno è arrivata quindi la decisione prima della denuncia per maltrattamenti, poi la misura cautelare dell’allontanamento da casa e il divieto di avvicinarsi . Un epilogo di una vicenda familiare ormai deteriorata da tempo, cominciata - dicevamo - l’agosto scorso, mentre un’altra denuncia risalirebbe a metà settembre. Dunque la Polizia era a conoscenza della situazione. Che è stata confermata anche dai vicini di casa, interpellati dagli inquirenti: da ormai più di un mese, hanno raccontato, erano frequenti litigi, urla col marito che diventava sempre più aggressivo e incontrollato, perché ubriaco: e l’insistenza che anche lei diventasse una Testimone di Geova non faceva che alimentare le tensioni familiari.
Anche se come ha precisato l'ufficio stampa della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, l’uomo denunciato «non è e non è mai stato testimone di Geova, frequentava le nostre adunanze, però non ha mai aderito e non è mai stato battezzato».
La stessa organizzazione italiana dei Testimoni di Geova ha poi anche ricordato, sottolineando il fatto che «alcolismo e violenza sono caratteristiche contrarie al nostro insegnamento».
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