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La banda della Rinaldi Motors Indagini sui conti all’estero

; Daniele Predieri
La banda della Rinaldi Motors Indagini sui conti all’estero

Identificato il prestanome della società, un ragazzo veronese che è nullatenente Accertamenti di Carabinieri, Finanza e procura e sul legame con altre maxi truffe

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Sulla piattaforma Autoscout 24 non c’è più traccia della Rinaldi Motors: «La pagina cercata non esiste più», informano con evidenza dalla schermata. Troppo tardi, però, perché è bastato poco più di un mese di attività, da fine settembre a fine ottobre, alla Rinaldi Motors, offrendo auto di lusso e non sulla piattaforma Autoscout 24 (che ribadiamo non è per nulla coinvolta nella vicenda) per truffare decine e decine di clienti, incassare da loro cifre tra i 20 e 30mila euro, e poi scappare, coi soldi e le auto vendute e mai consegnate.

Tante truffe analoghe in Veneto

Tutti in fuga i titolari , o meglio ancora i prestanome di quella che risulta essere una banda superspecializzata in truffe analoghe. Per questo motivo l’inchiesta sulla concessionaria fantasma Rinaldi Motors di via Aeroporto, rimasta ora una scatola vuota, si sta sempre più allargando (decine e decine le denunce raccolte) e sta sconfinando visti collegamenti e analogie con altrettante maxitruffe nel Veneto. Un caso che ora sta interessando carabinieri e finanza, che hanno già identificato uno dei prestanome della banda: Dylan Rinaldi, 24enne, residente nel Veronese, la persona che i truffati interpellati dalla Nuova Ferrara hanno riconosciuto come il loro referente, portando ai carabinieri la sua foto (che pubblichiamo qui a fianco).

Una banda specializzatA

Una banda specializzata soprattutto dal punto di vista economico: tutti i soldi dei bonifici bancari emessi dai clienti (a botte di 20mila euro) sarebbero transitati sul conto corrente di Dylan Rinaldi, e poi trasferiti in conti esteri, in paesi off-shore. Questo emergerebbe dalle prime indagini, che la procura dovrebbe accorpare in un unico fascicolo: visto che sono tante le denunce, presentate anche nelle zone di residenza dei truffati, come quella del ragazzo argentano ai carabinieri del Bolognese. Gli inquirenti dunque dovranno verificare chi vi fosse dietro Rinaldi Dylan , lui titolare della Rinaldi Motors iscritta alla Camera di Commercio di Verona, registrata come attività di «commercio all’ingrosso di autovetture ed autoveicoli»: tutto regolare, dalla partita Iva al codice fiscale. Inizio attività, 12 settembre scorso: una truffa davvero «mordi e fuggi», alla «prendi i soldi e scappa».

La fuga con le auto in una notte

Peccato che le auto pubblicizzate sul sito, esposte nei capannoni di via Aeroporto e poi fatte provare sulle strade attigue in città, fossero solo virtuali: le auto sono scomparse dal giorno alla notte, testimoni raccontano, caricate sulle bisarche e poi via. Peccato siano state pagate dai clienti, ma mai consegnate. Persi i soldi, si sono perse anche le tracce di auto e della banda, non di Rinaldi Dylan, ragazzino 24 enne veronese, che risulta nullafacente: «Inutile prendersela con lui - spiegava ieri uno dei truffati- Ma certo non dirà mai chi sono i suoi complici». —

Daniele Predieri

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