La forte mareggiata spazza via il novellame «I danni sono ingenti»
Dai fiumi sedimenti e acqua dolce: la Sacca non respira «Non abbiamo più niente e non possiamo seminare»
GORO
«Gli anziani raccontano di non aver mai visto niente di simile a Goro. Buona parte del prodotto è stato spazzato via ma pensavamo peggio, sinceramente». Il biologo Edoardo Turolla non è uomo di tante parole e resta sempre a debita distanza dagli “allarmismi”. Eppure questa volta descrive la mareggiata del 29 ottobre come «una roba da paura, con il mare impazzito e il vento di scirocco così forte da far tremare tutti. Per qualche ora abbiamo temuto la catastrofe, forse perché essendo una situazione anomala non sapevamo bene cosa aspettarci».
E se nella zona più interna della Sacca qualcosa è dunque rimasto, hanno intenzione di chiedere lo stato di calamità naturale per i danni subiti le cooperative che hanno le concessioni alla foce del Po di Volano, dove la situazione «È tragica», fa sapere Michele Gatti della coop Albatros.
«Abbiamo avuto danni ingenti, il prodotto già piantato non esiste più e in Nursery il novellame è stato spazzato via. Siamo riusciti a fare un solo turno in Sacca e ieri mattina quando siamo tornati non abbiamo trovato nulla di buono». A quanto pare la fortissima mareggiata ha portato via le vongole e intanto le concessioni si sono riempite di sedimenti sabbiosi. «Non solo, quello che preoccupa di più – prosegue Gatti – è la salinità dell’acqua, diventata ormai praticamente dolce ed è impossibile seminare il prodotto».
In mare il novellame è sparito e gli allevatori dovranno comprare il seme prodotto in laboratorio. «Le quantità naturalmente sono limitate e comunque allo stato dei fatti è impossibile procedere proprio per la mole d’acqua dolce che sta arrivando dai fiumi. Insomma, non abbiamo vie d’uscita al momento».
Le cooperative che non fanno parte del Copego (Consorzio pescatori di Goro) si sono già mosse chiedendo aiuto alle associazioni di categoria per iniziare ad inoltrare le domande per la richiesta dello stato di calamità. «La nostra è una emergenza che andrà avanti ancora per diversi giorni, con la speranza che intanto il mare si calmi». —
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