Lamborghini Calor Gli operai: scioperiamo per difendere il lavoro
Indetto dalle organizzazioni sindacali Fiom-Cgil e Fim-Cisl ieri i 40 lavoratori della Lamborghini Calor di Dosso è scesa in sciopero, dalle 10 alle 12, con presidio dei cancelli di accesso all’aziend...
Indetto dalle organizzazioni sindacali Fiom-Cgil e Fim-Cisl ieri i 40 lavoratori della Lamborghini Calor di Dosso è scesa in sciopero, dalle 10 alle 12, con presidio dei cancelli di accesso all’azienda del gruppo Feroli. Lo sciopero è stata una risposta al fatto che nell’incontro del 31 ottobre l’azienda non ha fornito nessuna risposta sull’accordo ministeriale firmato da oltre un anno». La situazione preoccupa i lavoratori che, non vedendo investimenti, temono non ci sia intenzione dell’azienda di rispettare o mettere in pratica l’accordo che, a suo tempo, è costato la rinuncia a posti di lavoro.
«All’epoca – spiega Enrico Ciampa, delegato di fabbrica della Fim Cisl – si è firmato l’accordo accettando, seppur a malincuore, il taglio di dieci esuberi. Pensavamo di esserci salvati invece, dopo oltre un anno, non c’è nessun segnale che dimostri che l’azienda vuol rispettare gli accordi. Al momento abbiamo commesse di richieste di lavori fino a metà del mese prossimo. Il futuro è buio, perché è stata eliminata anche le rete commerciale e non c’è ancora un’altra struttura in alternativa. Se nessuno si attiva per vendere i nostri bruciatori non ci sono ordini e la produzione si ferma. E i nostri bruciatori non vengono neppure utilizzati per le caldaie prodotte dal gruppo Feroli».
La preoccupazione è evidente tra i dei lavoratori che temono che l’azienda sia, volutamente o no, lasciata alla deriva e destinata a una lenta agonia, con prospettive il collasso e la chiusura. Un’ipotesi che terrorizza i quaranta lavoratori attualmente in organico, con tanti anni di servizio ma non abbastanza per arrivare alla pensione. Lo spetro di un’eventuale chiusura sarebbe un danno enorme per l’economia locale.
«Questo – ha detto Samuele Lodi, Fiom Cgil, che con Sandra Rizzo, Fim Cisl, coordina le trattative con l’azienda – è un territorio che sta già soffrendo per quanto riguarda l’aspetto occupazionale. Non possiamo più permetterci di perdere altri posti di lavoro. Faremo pressione in Regione, coinvolgendo l’assessore Palma Costi, che anche in passato ci ha dato un grosso supporto, perché venga portato al tavolo del ministro il mancato rispetto dell’accordo e si richiamare l’azienda a rispettare gli impegni». –
Giuliano Barbieri
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google