Scrive una frase su Cucchi: denunciato medico del paese
Il dottor Buraschi ha commentato un post sulla pagina Facebook del Sap. Ora la sorella del giovane lo querela. «Ho scritto quel che pensavo e penso ancora»
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TAMARA. Bisogna prestare grande attenzione a quello che si scrive sui social, perché in un attimo ci si può ritrovare con una “spiacevole” denuncia a carico. Tantopiù se l’avvocato che la presenta è Fabio Anselmo e il tema del commento è relativo alla tragica vicenda di Stefano Cucchi, il 31enne romano morto nel 2009.
Un argomento tornato d’attualità prima con il film che ne racconta gli ultimi tragici giorni di vita, poi con la riapertura della vicenda giudiziaria.
Lo scorso 4 ottobre veniva pubblicato sulla pagina di Stefano Paoloni (segretario generale del Sap, Sindacato autonomo di polizia) e condiviso su Facebook un articolo del Corriere della sera dal titolo “Ilaria Cucchi e i social: la mia vita sconvolta da minacce continue”. Come ogni altro articolo o post sui social relativi al caso di Stefano Cucchi sono migliaia i commenti, positivi e negativi, per una vicenda che ha realmente spaccato il nostro Paese.
Fra i tanti commenti al post di Paoloni è spuntato anche quello di Giuseppe Buraschi, medico copparese che ha da anni uno studio a Tamara.
“Questa è una mitomane pronta a tutto... la morte di suo fratello si è rivelata essere una gallina dalle uova d’oro per lei e per la sua famiglia”. È questa la frase incriminata attribuita al dottor Buraschi, per la quale è scattata la querela di Ilaria Cucchi, alle Procure di Ferrara e di Roma (avvocato per l’appunto Anselmo). Secondo la sorella di Stefano, le espressioni sono “ingiuriose e gravemente diffamatorie e del tutto destituite di ogni benché minimo fondamento di verità... ledano irreparabilmente la reputazione della scrivente e dei propri genitori”.
“Tali considerazioni - scrive ancora la Cucchi nella denuncia - di inusitata gravità e lesività alluderebbero ad uno sconcertante quadro affaristico - commerciale intessuto da me e dalla mia famiglia, volto al conseguimento di ogni più vantaggioso profitto economico derivante dallo sfruttamento della morte del proprio congiunto”.
«Ho poco da commentare su questa vicenda, quello che ho scritto alcuni giorni fa è ancora quello che penso, perché è quello che ho visto in tutta questa vicenda. Credo che tutto serva solo per fare ulteriore pubblicità, anche perché non oso immaginare quanti siano i commenti generati da questo caso».
Ovvio, uno scrive un commento e difficilmente va a pensare che fra tanti proprio questo sia motivo di querela. Ma va anche ribadito come il dottor Buraschi non sia l’unico raggiunto da denuncia per quanto scritto su Cucchi.
«Ritengo ancora di poter esprimere il mio pensiero attraverso i social, anche se sono consapevole che i social siano diventati da tempo la gioia degli avvocati...».
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