Arretrati Ici, 15 casi a Ferrara Le parrocchie stanno pagando
Già conclusi i contenziosi tra Comune e scuole paritarie, restano sospesi solo due ricorsi Recuperati 38mila euro annui con versamenti rateizzati
In tema di recupero dell’Ici sugli immobili religiosi ingiustificatamente esentati, il Comune di Ferrara aveva già compiuto da tempo tutti i passi necessari, e la sentenza della Corte di Giustizia Europea che ordina alla Chiesa di pagare gli arretrati all’Italia non fa che confermare un quadro già ben definito a livello locale.
Una quindicina le parrocchie che nel 2016 avevano avviato un contenzioso con il Comune che chiedeva il pagamento arretrato dell’Imposta comunale sugli immobili relativa ad altrettante sedi di scuole paritarie. A distanza di due anni la maggior parte delle controversie si è conclusa con una conciliazione (ovvero con il pagamento di quanto dovuto senza l’aggravante delle sanzioni), e solo un paio di casi è ancora sospeso davanti al Giudice, per il ricorso presentato dalle parrocchie a fronte di sentenze favorevoli al Comune. Un orientamento, quello dei giudici ferraresi, che ora trova conferma nel pronunciamento della Corte Europea.
Il recupero Ici, relativo agli anni 2010 e 2011 ammonta per Ferrara a circa 38mila euro all’anno, con importi che spaziano da poco meno di duemila e circa diecimila euro.
«Nei casi in cui è stato possibile raggiungere un accordo - afferma l’assessore al Bilancio Luca Vaccari - abbiamo stabilito una rateizzazione e deciso per la non applicazione delle sanzioni, per non gravare troppo sulle parrocchie. Un paio di casi sono ancora sospesi, immagino che la sentenza della Corte Europea possa aiutare ulteriormente i giudici chiamati a pronunciarsi in merito». —
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