Ex assessore assolto per la pecora uccisa «Non era presente»
Ovino soppresso a colpi di pistola: la sentenza in Appello Grazioli: la corte mi ha reso giustizia e onorabilità
SAN CARLO
Lorenzo Grazioli, allora assessore del Comune di Sant’Agostino, non uccise nessuna pecora, perché non era presente quando, nove anni fa, l’animale venne soppresso. Lo ha stabilito nei giorni scorsi la corte d’Apello di Bologna, assolvendo l’ex assessore per non aver commesso il fatto: manca del tutto, infatti, la prova che Grazioli fosse presente al momento dell’uccisione dell’ovino.
Nove anni fa
Una vicenda accaduta nel settembre 2009, con il santagostinese Lorenzo Baruffaldi denunciare l’allora assessore della giunta Toselli, ritenendolo responsabile di aver partecipato alla soppressione di una pecora.
«Ma oggi, ad anni di distanza, è stata fatta luce sulla vicenda» commenta Grazioli, che è stato difeso dall’avvocato Filippo Marvelli, che è anche vicesindaco di Terre del Reno.
La sentenza che assolve Grazioli è stata emessa il 30 ottobre dalla corte d’Appello di Bologna, ribaltando quella di primo grado del Tribunale di Ferrara del 26 gennaio 2011. «Una sentenza di assoluzione piena, che a arriva a sette anni di distanza da quella di primo grado - ricorda Grazioli - che aveva stabilito la pena di 2 mesi di reclusione e il pagamento delle spese processuali per 1.300 euro e 3mila euro all’associazione Oipa».
il ricorso
Una sentenza che l’ex assessore ritenne «inaccettabile, proprio in base al fatto che io non partecipai all’uccisione dell’animale, ma arrivai a cose fatte. Inoltre mi ero impegnato di collocare l’animale con la municipale e l’Anpana. Da qui la decisione di ricorrere in appello. Nonostante sia trascorso il tempo per la prescrizione, la Corte ha voluto comunque esprimere un giudizio che mi vede assolto per non aver commesso il fatto. Una sentenza che mi fa alquanto piacere, anche a fronte del fatto che Baruffaldi mise allora in atto, come riporta con precisione la sentenza, un trabocchetto finalizzato a registrare le mie confidenze e a carpire conversazioni telefoniche, oltre a non aver potuto portare alcun elemento convincente e diretto dei fatti, se non chiacchiere da bar e cose riferite per voce riportata».
La soddisfazione
È davvero soddisfatto Grazioli, che può chiudere così una lunga e difficile parentesi: «Una vicenda davvero spiacevole, e una campagna di denigrazione nei miei confronti». Nei confronti di Grazioli, Baruffaldi aveva sporto la denuncia e due querele: «Per una delle querele, sono stato assolto con formula piena. L’altra è stata archiviata». E oggi la svolta sulla vicenda dell’ovino ucciso: «Con questa sentenza che mi rende giustizia posso recuperare 10 anni della mia vita e la mia onorabilità». —
B.B.
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