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L’impalcatura è una trappola mortale Giovane papà precipita da sette metri

S.G.
L’impalcatura è una trappola mortale Giovane papà precipita da sette metri

Tragedia durante i lavori a una villetta, la struttura si rovescia, l’uomo cade sulla cancellata. Indagini sul cedimento

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comacchio

Pier Claudio Mangherini, operaio di 36 anni, è morto ieri mattina dopo essere caduto da circa sette metri di altezza. Un tragico incidente sul lavoro che non ha lasciato scampo al giovane, deceduto poco dopo l’impatto. Tutti i soccorsi, seppur tempestivi, sono risultati vani e la sua vita si è spezzata così, all’improvviso. Pier Claudio, lascia la compagna e un figlio di sei anni.

infortunio sul lavoro

L’operaio di 36 anni stava lavorando alla ristrutturazione di una casa in via del Carmine, in pieno centro a Comacchio. Poco dopo le undici però il cosiddetto “castello” sul quale si trovava, è crollato al suolo e il giovane è precipitato sulla cancellata. Un incidente, un tragico infortunio che non ha lasciato scampo al lavoratore. Ora sulle cause e le dinamiche che hanno portato al crollo dell’impalcatura dovranno fare chiarezza gli inquirenti per stabilire se le misure di sicurezza erano state osservate e per stabilire se e come quel crollo poteva essere evitato.

i soccorsi

I primi a prestare soccorso a Mangherini sono stati gli abitanti delle case limitrofe. Non appena accortisi di quanto accaduto sono scesi in strada e hanno capito subito di trovarsi davanti ad una tragedia. I vicini hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto è intervenuto il 118 con automedica, ambulanza ed elisoccorso da Ravenna. Oltre al personale sanitario sul posto sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Comacchio e i vigili del fuoco, sempre del distaccamento lagunare. Sono stati proprio questi ultimi a consentire ai sanitari di tentare di rianimare il giovane operaio. Mangherini, infatti, in seguito alla caduta, era rimasto intrappolato nella cancellata e per liberarlo è stato necessario tagliare una parte di essa.

«Per oltre un’ora i soccorritori hanno tentato di rianimare Pier Claudio. Il 118 ha fatto veramente il possibile, utilizzando anche il defibrillatore ma purtroppo - hanno riferito alcune persone presenti in via del Carmine - non c’è stato nulla da fare. Il cuore aveva smesso di battere».

La tragedia si è consumata a poche centinaia di metri dalla casa dell’operaio, in cui viveva con la compagna e il figlio, e anche dalla casa in cui vivono i genitori. Pochi minuti dopo, sul luogo della tragedia sono arrivati anche i suoi familiari.

dopo la tragedia

Anche la medicina del lavoro, trattandosi appunto di un infortunio sul lavoro, si è recata sul posto per effettuare i primi rilievi e stabilire le cause che hanno portato al crollo del “castello” e alla conseguente morte di Pier Claudio Mangherini.

In lutto l’intera comunità di Comacchio, dove l’uomo viveva da sempre. Nelle prossime ore verrà annunciata anche la data del funerale, giorno in cui tutti potranno salutare l’operaio 36enne. —

S.G.

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