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Lo sport si schiera con la solidarietà Uno spettacolo a favore dell’Ail

Giovanna Corrieri

Sabato in pista esibizioni di salsa, hip-hop, street workout e allenamento funzionale Il ricavato di “Io amo la vita” sarà devoluto all’associazione

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Beneficenza, solidarietà, promozione dello sport e del movimento in generale come veicolo di salute. Sono questi gli obiettivi dell’iniziativa “AiLoveLife 3-Io amo la vita-Sostengo la ricerca e gli ammalati praticando sport” in programma sabato e domenica al Palapalestre “Padre John Caneparo” , il cui ricavato sarà interamente devoluto ad Ail Sezione di Ferrara.

«Grazie a questi lodevoli progetti – ricorda il presidente dell’associazione Gian Marco Duo – Ail riesce a finanziare assegni di ricerca, organizzare l’assistenza domiciliare e i trasporti per i pazienti da casa al day-hospital o agli ambulatori ematologici. Inoltre interveniamo per aiutare i malati da un punto di vista economico visto che, trattandosi di malattie medio-lunghe, c’è il rischio a volte di perdere il lavoro. Sosteniamo l’attività onco-ematologica della clinica pediatrica dell’università di Ferrara e promuoviamo la formazione e l’aggiornamento professionale di medici e tecnici di laboratorio».

Così lo sport ha deciso di porsi al servizio della solidarietà, con una manifestazione che può vantare importanti numeri: sono 48, infatti, gli istruttori che in queste giornate coinvolgeranno i partecipanti in molteplici discipline, dall’allenamento funzionale allo street workout, dall’hip-hop alla salsa cubana. E altisonanti sono i nomi di molti insegnanti, a partire dal presenter di aerobica e step conosciuto a livello mondiale, Carlos Ramirez, e dal trainer di zumba noto a livello europeo, Andres Braganza. Lo sport si fa così veicolo per il raggiungimento di altri obiettivi, come sottolinea l’assessore Simone Merli: «Dobbiamo ricordare che la malattia non deve trovare risposte solo nel servizio sanitario. La malattia ha bisogno di essere sostenuta dalla medicina ma anche da attività extra sanitarie che impediscano al malato di entrare in una situazione di isolamento». —

Giovanna Corrieri

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