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Si amputa un dito alle terme Risarcito con diecimila euro

Alessandra Mura
Si amputa un dito alle terme Risarcito con diecimila euro

La mutilazione causata dal poggiatesta difettoso di un lettino prendisole L’uomo era intervenuto per impedire alla moglie di cadere e si era ferito

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L’intenzione era quella di tornare a casa più tonico e rilassato, e invece il soggiorno nella spa a quattro stelle gli è costato l’amputazione di mezza falange dell’anulare sinistro. Tutto per colpa di un lettino difettoso.

L’incidente

Due anni di causa civile, un’invalidità permanente del 4% e, finalmente, un (sudato) risarcimento di diecimila euro per i danni patiti da un settantenne argentano nel corso di quella sventurata vacanza con la moglie in un complesso termale del Senese. Saune, trattamenti di bellezza, massaggi, riposo assoluto: la coppia, partita per l’hotel di lusso insieme ad altri due amici si preparava a trascorrere alcuni giorni di pace e tranquillità, e mai avrebbe immaginato di passare dalle vasche a idromassaggio alle aule di tribunale.

Era il 28 agosto del 2015, la coppia era a bordo piscina e la moglie era distesa su un lettino prendisole. L’uomo si è accorto che il poggiatesta stava “franando”, a causa della mancanza di uno dei dentini meccanici che servono a regolare l’inclinazione dell’appoggio, e d’istinto è intervenuto per sorreggere il lettino e impedire alla moglie di cadere.

Nel compiere questa operazione un dito è rimasto schiacciato tra gli elementi del lettino, con amputazione parte della falange dell’anulare sinistro, con indicibile e immaginabile dolore. L’uomo è stato portato dagli amici all’ospedale di Siena, dove hanno riscontrato la mutilazione e provveduto alle prime cure, per poi dimetterlo in serata. Alla successiva richiesta di risarcimento danni la direzione dell’albergo però ha risposto picche, sostenendo che non era sua responsabilità se il cliente aveva deciso di intervenire. Insomma, se l’era cercata. Assistito dall’avvocato Gianni Ricciuti, l’uomo ha deciso così di intraprendere una causa civile, dopo che anche il tentativo d mediazione era fallito. Due anni di udienze per vedere finalmente riconosciuto il danno patito, con la condanna dei titolari dell’hotel di risarcirlo con diecimila euro, oltre alle spese legali e gli interessi.

Danno permanente

«Una perizia ha stabilito un danno permanente del 4% per la parziale amputazione della falange - spiega l’avvocato Ricciuti - a cui si devono aggiungere il dolore, lo choc e la vacanza rovinata. Il tribunale di Siena ci ha dato ragione, respingendo la tesi della controparte secondo cui l’albergo non doveva ritenersi responsabile di un’azione compiuta dal mio assistito. Al contrario, il giudice ha riconosciuto l’inadempienza della direzione per omessa vigilanza di cose sotto la sua custodia, nello specifico il lettino difettoso che non era stato riparato o sostituito. E a rimetterci è stato un cliente a cui erano dovuti massima attenzione e tutela». —

Alessandra Mura

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