Dopo la morte dell’operaio indagini sulla sua attività
Accertamenti della medicina del lavoro sul profilo professionale della vittima. Al vaglio anche le misure di sicurezza e la costruzione dell’impalcatura
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COMACCHIO. Dopo l’incidente sul lavoro che mercoledì mattina ha causato la morte di Pier Claudio Mangherini, operaio comacchiese di 36 anni, procedono le indagini da parte degli inquirenti. La Medicina del lavoro sta raccogliendo tutte le informazioni utili e necessarie per capire la dinamica dell’incidente e per stabilire quali e di chi siano le responsabilità che hanno causato questa tragedia. Spetterà all’Uopsal (Unità operativa prevenzioni e sicurezza ambienti di lavoro) ricostruire quanto accaduto e, allo stesso tempo, stabilire se le regole basilari della sicurezza sul lavoro erano state rispettate oppure no.
Le indagini e gli accertamenti in corso in queste ore serviranno anche a ricostruire la posizione professionale di Mangherini. Occorre accertare con quale posizione svolgeva il lavoro alla casa di via del Carmine, se come artigiano con partita Iva oppure se stesse svolgendo lavori in economia senza nessun contratto o altro. Su questo sono in corso accertamenti e da questo dipende l’evoluzione dell’inchiesta.
I PRIMI ATTI GIUDIZIARI
Al momento, dopo il primo sopralluogo dei carabinieri di Comacchio, le indagini sono in mano ai tecnici dell’Uopsal che dovranno riferire e indicare dati precisi alla procura, al pm Andrea Maggioni che ha aperto un fascicolo sulla tragedia, per valutare i primi provvedimenti urgenti.
Atti che serviranno per poter eseguire l’autopsia sulla salma dell’operaio e compiere atti di garanzia verso gli eventuali indagati.
IL LAVORO
Da qualche giorno, una settimana hanno detto alcuni vicini di casa nelle ore immediatamente successive alla tragedia, Mangherini stava lavorando alla ristrutturazione dell’abitazione situata in via del Carmine. La casa, in pieno centro storico a Comacchio, si trova a pochi passi da quella dei genitori di Pier Claudio e da quella in cui viveva lui con la compagna e il figlio di sei anni.
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LA CADUTA
Mercoledì mattina, come i giorni precedenti, Pier Claudio Mangherini si è recato in via del Carmine per proseguire e ultimare i lavori in corso. Qualcosa però nella costruzione dell’impalcatura sulla quale si trovava l’operaio comacchiese, dev’essere andato storto. Il ponteggio si è rovesciato ed è finito a terra. Con esso è caduto anche il lavoratore che, dopo un volo di sette metri, è precipitato sulla cancellata davanti a casa. Un impatto violento che ha provocato, poco dopo, la morte del giovane. Una disgrazia, una vita spezzata all’improvviso durante il lavoro, in un mercoledì mattina qualunque.
I SOCCORSI
I primi a prestare soccorso all’operaio sono stati i vicini di casa che si trovavano lì e che erano usciti dopo aver sentito il tonfo dell’impalcatura che si era rovesciata a terra. Non appena vista la situazione si sono resi conto della gravità dell’incidente e hanno chiamato il 118. Sul posto ambulanza, automedica e elisoccorso da Ravenna. Immediato anche l’arrivo dei vigili del fuoco di Comacchio che, per consentire ai sanitari di soccorrere Pier Claudio, hanno dovuto tagliare parte della recinzione. Il personale del 118 ha tentato di salvare il 36enne ma non ce l’hanno fatta. I carabinieri hanno supportato l’attività della Medicina del lavoro giunta sul posto e che si sta occupando delle indagini. La comunità si è stretta intorno al dolore della famiglia. «Era - hanno detto i compaesani - una persona buonissima. Siamo sconvolti da questa tragedia». —
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