Fondi per quasi un milione per contrastare l’indigenza
A San Rocco e all’Asp nuovi sportelli e punti d’ascolto Undici assunzioni per rafforzare l’equipe territoriale d’intervento alle situazioni di disagio
Più fondi contro la povertà. In aggiunta ai fondi già stanziati per contrastare le situazioni di povertà presenti sul nostro territorio, sono arrivati con finanziamento ministeriale 664. 178 euro ed altri 249. 851 euro dalla Regione approvati nella gestione dal Comitato di Distretto Centro Nord. I fondi rivolti agli abitanti dei Comuni di Ferrara, Masi Torello, Voghiera, Copparo, Tresigallo, Formignana, Jolanda di Savoia, Berra e Ro, saranno utilizzati per quattro tipi di intervento.
«Innanzitutto il rafforzamento degli Sportelli con Punto d’accesso – hanno annunciato l’assessore ai Servizi Sociali Chiara Sapigni ed il direttore del Distretto Centro Nord Renato Cardelli – che fino ad oggi erano due a S. Rocco ed uno presso Asp. Ne aggiungeremo perciò altri due nel Comune di Ferrara nelle zone più densamente abitate e lontane dal centro. Per aumentare il rapporto attuale di 1 assistente sociale ogni 5000 abitanti, verranno incrementati il numero di operatori ed assistenti sociali con nuove 11 unità per potenziare l’attività delle équipe territoriali a cui si presentano sempre nuove situazioni di disagio». Diversi saranno inoltre gli interventi ed i servizi per l’inclusione Sociale e lavorativa come tirocini lavorativi, sostegno domiciliare, alla genitorialità e soprattutto un servizio di pronto intervento sociale distrettuale aperto 7 giorni su 7 per rispondere alle emergenze serali o dei giorni festivi quando gli operatori non sono raggiungibili; ed ancora ci saranno contributi economici per chi, per una minima differenza, era rimasto escluso dai benefici Res/Rei.
Infine è previsto un progetto specifico per persone senza fissa dimora, aumentando il numero dei posti letto per garantire un’assistenza notturna in particolare alle donne senza fissa dimora. Saranno favoriti percorsi di autonomia abitativa, attraverso un’unità di strada che in alcune serate della settimana possa fornire supporto alle persone in queste condizioni verso le quali non esiste una normativa che le obblighi a rivolgersi ai servizi di accoglienza.
«Fino al 2015 – ha concluso l’assessore Sapigni – gli spazi per l’accoglienza erano 40 per 96 persone, che sono diventati in seguito 76 per 147 persone ma non sono più sufficienti. Per cui cercheremo di aumentarli ancora».
Dagli anni della pre-crisi ad oggi il numero dei poveri in Italia è aumentato del 182 %; nella nostra realtà territoriale a maggio 2018 i Servizi Sociali, sanitari e del Lavoro hanno esaminato 890 casi, di cui 470 inviati al secondo livello e 170 sono risultati fragili e vulnerabili; per 120 invece sono stati avviati tirocini formativi. –
Margherita Goberti
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