«Papà è volato in cielo con gli angeli»: la tragedia raccontata al figlio di 6 anni
Il dolore della famiglia: dobbiamo farci forza per il bambino, è un dramma troppo grande. Gli amici: siamo distrutti, il piccolo e la compagna di Pier non saranno lasciati soli
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COMACCHIO. «Papà è volato in cielo con gli angeli». Ad un giorno dalla tragedia che ha gettato nello sconforto e nello sgomento la comunità lagunare per l’infortunio sul lavoro, costato la vita all’operaio 36enne Pier Claudio Mangherini, anche al piccolo di sei anni, con l’aiuto di una psicologa è stata raccontata l’amara verità. Quella di ieri in centro storico a Comacchio è stata una giornata surreale, di dolore intrecciato a rabbia e desolazione per una morte improvvisa e assurda.
Il dolore della famiglia
«Dobbiamo farci forza, per dare forza al bambino e a mia figlia. Abbiamo dovuto dire al bambino che il papà non c’è più e che è andato in cielo. Lui ancora non si rende conto. È una tragedia troppo grande – si è sfogata Mara Guietti, nonna materna del piccolo – anche per noi da comprendere. Andare a lavorare e non tornare a casa. Gli volevo bene a mio genere, come a mia figlia. Si è fatto voler bene da subito perché – ha aggiunto –, era un ragazzo adorabile, con un cuore grande e un carattere d’oro. Viveva per il suo bambino e per la famiglia». Mentre nonna Mara teneva d’occhio il nipote, intento a giocare con gli amichetti, in poche parole è emersa tutta la portata di una tragedia, che ha gettato nella disperazione un intero paese.
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I giri con il figlio
«Ho visto Pier l’ultima volta sabato – ha ricordato l’amico Luigi Guidi, titolare della vineria La Fortezza in piazza Roma –, quando è passato ad acquistare alcune bottiglie di vino da portare a casa. Spesso veniva qui con Elisa, la sua compagna. Siamo tutti sotto choch. Pier era un ragazzo di compagnia, solare, amico di tutti. Ancora non ci sembra vero che non è più qui tra noi».
Anche al bar Chiosco di via Trepponti piangono il giovane artigiano comacchiese. «Qui lo ricordiamo tutti con le lacrime agli occhi – ha ammesso Giorgia Merchiori, la titolare del bar –. Mercoledì, dopo che si è diffusa la notizia della disgrazia, ci sono state scene di commozione da parte di tutti. Pier durante l’estate spesso si fermava qui, mentre faceva un giro in bicicletta con il figlio, per prendergli il gelato e scambiare due chiacchiere. Aveva perso il giro degli aperitivi e dedicava interamente il tempo libero alla famiglia».
La passione per la barca
La salma dal pomeriggio di mercoledì si trova all’istituto di Medicina Legale di Ferrara in attesa dell’autopsia. I familiari intanto attendono di essere contattati per il triste rito del riconoscimento. Stefano Cavalieri, amico di lunga data di Pier Claudio, ama ricordare «la sua passione per i balli latino-americani e per la barca. Quando ho saputo della disgrazia, il mio pensiero è volato subito al bambino. Ultimamente ci si vedeva meno, si dedicava alla famiglia».
Un altro amico d’infanzia, Carles Mangherini, incredulo, ha anticipato: «Organizzeremo una raccolta fondi non solo per le spese immediate che la famiglia dovrà affrontare, ma anche per dare una mano al bambino a crescere, un sostegno per le spese scolastiche». —
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