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Pensionati sorpresi a rubare la spesa, nei market in scena i furti per necessità

Gian Pietro Zerbini
Pensionati sorpresi a rubare la spesa, nei market in scena i furti per necessità

Sempre più persone in città si trovano in disagio economico. L’imbarazzo per i controlli dopo le casse, tra denunce e tolleranza

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FERRARA. Un fenomeno preoccupante, indice di disagio economico e anche sociale. Ogni giorno in città si registrano casi di gente sorpresa all’uscita dalla casse dei supermercati senza aver pagato la spesa, o per averla pagata solo in parte, occultando prodotti presi dagli scaffali.

Non solo ladri seriali

I protagonisti in negativo di questi episodi, che negli ultimi anni sono aumentati in maniera esponenziale, non sono in realtà solo i soliti ladruncoli seriali, che rubano per professione in maniera recidiva, ma ci sono anche purtroppo persone che finiscono per rubare al supermercato generi alimentari per necessità, senza avere disturbi di cleptomania.

La vigilanza

A commentare il fenomeno sono alcuni operatori della vigilanza che operano negli ipermercati di Ferrara e che ogni giorno devono controllare da vicino i clienti che escono dalle casse con la spesa.

«Abbiamo riscontrato - dice un responsabile della vigilanza interna - il perdurare dei furti nei punti vendita e soprattutto di generi alimentari, anche per pochi euro, fenomeno che negli ultimi tempi si è intensificato. E al di là di persone che risultano rubare con una certa continuità, ormai non ci stupisce più fermare alle case persone che confessano di rubare per necessità, perché non arrivano a fine mese con lo stipendio e ce ne accorgiamo anche dal tipo che furto che hanno perpetrato, dal tonno al latte, ai biscotti e si fanno pizzicare per pochi euro. Oltre agli anziani abbiamo notato che è aumentata la fascia di disagio anche per quelle persone che hanno perso il lavoro e che non hanno reddito e non parlo di extracomunitari, che capita con un certa frequenza fermali, ma anche di persone di Ferrara che vivono nell’indigenza e che a quanto pare preferiscono - a torto - rischiare di commettere un reato piuttosto che chiedere aiuto anche a quelle associazioni in primis la Caritas preposte a fornire un sostegno nell’immediato con il servizio mensa o la consegna di pacchi con generi alimentari».

Una valutazione che può costare molto cara, come la denuncia per furto aggravato oltre alla vergogna di essere scoperti a rubare.

A volta Scatta la compassione

È capitato anche in questi mesi a Ferrara che alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, poliziotti e carabinieri, una volta arrivati sul posto per formalizzare la denuncia di furto abbiano toccato con mano il dramma dell’anziano fermato con un pezzo di formaggio in tasca o con una confezione di biscotti, con una spesa non pagata quindi di pochi euro. In alcuni casi, invece della denuncia, è scatta l’umana compassione che ha portato agenti e militari a pagare loro la spesa, d’accodo ovviamente con i gestori del negozio, per evitare di prendere provvedimenti e macchiare la fedina penale. Stesso discorso vale anche per chi è alla cassa, una volta in un discount un’addetta si è accorto che una signora in età avanzata stava uscendo senza pagare con un vasetto di conserva, l’ha fermata e a qual punto l’anziana ha restituito il maltolto, giustificandosi che non aveva soldi. La dipendente allora ha versato in cassa l’equivalente del prodotto e ha evitato di denunciarla. «Ma ovviamente non sempre è possibile agire così - sottolinea il responsabile della vigilanza - perché professionalmente siamo tenuti a fermare e consegnare il responsabile del furto alle forze dell’ordine, ma ci siamo accorti che in certe circostanza sono proprio i titoli dei negozi che chiudono un occhio, questo però solo di fronte a casi particolari, per il resto in tanti hanno preso la denuncia per furto».

Il banco alimentare

Il furto non ha giustificazioni, anche se compiuto da persone con necessità economico. Per questo ricordiamo che in caso di necessità oltre alle mense che offrono i pasti gratuiti esistono delle associazioni umanitarie e religioso che distribuiscono ai bisognosi generi alimentari, molti dei quali raccolti con le iniziative del banco alimentare che ritornerà a fine novembre. Meglio bussare alla loro porta, che rubare. —

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