Atteso faccia a faccia in seno a Clara I sindaci aspettano l’assemblea
Il dietrofront sulla consegna dei sacchetti fa ancora discutere Decisione nell’aria ma non comunicata nell’ultimo incontro
Lo scorrere del tempo lenisce tutte le ferite, si sa, figuriamoci se non fanno passare in secondo piano il caos sorto in questi giorni attorno alla decisione e al successivo dietrofront di Clara spa, in relazione alla distribuzione dei sacchi gialli per la plastica e dei sacchetti piccoli per l’umido. Dai vertici dell’azienda con sede a Copparo non arrivano commenti sulla vicenda, se non la tacita ammissione che le reazioni alla prima comunicazione li hanno spinti a fare marcia indietro e ad anticipare l’organizzazione di un’assemblea con i Comuni soci (tutti quelli della nostra provincia, esclusi Ferrara e Argenta), che ci sarà presumibilmente a dicembre.
L’impressione è che prima o poi la consegna di questi due tipi di sacchetti sarà bloccata, tanto è vero che l’idea di interrompere la distribuzione circola già da un paio d’anni, quando alla presidenza dell’allora Area (che poi si è fusa con Cmv) c’era ancora Gian Paolo Barbieri. Sono almeno due le motivazioni che portano a cambiare questo tipo di servizio. In primis, l’esiguità del costo pro capite (il costo annuo per questo tipo di sacchetti è basso, se rapportato ai 400mila euro di risparmio complessivo che potrebbe portare). Poi, va considerato che per la loro confermazione i sacchetti per l’umido essendo biodegradabili hanno durata massima di 7-8 mesi, dunque la distribuzione annuale non sarebbe comunque sufficiente.
Premesse le motivazioni, resta da capire come mai il nuovo presidente di Clara, Annibale Cavallari, prima di dare comunicazione dell’interruzione del servizio, non si sia confrontato con i sindaci dei Comuni soci. E, ancora, come mai se l’idea era nell’aria (Clara non ha preparato la gara d’appalto per questi due tipi di sacchetti), nell’ultima assemblea del 4 settembre non ne è stato fatto alcun cenno ai sindaci?
È proprio su questo aspetto che si focalizzano le proteste degli amministratori, tutti concordi nel sottolineare come qualsiasi decisione presa da Clara debba necessariamente passare dall’approvazione - e dalla condivisione - dei soci, i quali possono “aiutare” l’azienda nel comunicare le novità ai propri cittadini. I quali, magari, avrebbero criticato in tono minore la notizia di non ricevere più alcuni sacchetti.
Temi questi che, è indubbio, saranno messi sul piatto alla prossima assemblea dei soci, prima di arrivare a predisporre il bilancio preventivo 2019. —
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