La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

Insostenibile taglio all'assistenza

di LUCA TRAINI
Un paziente all'ospedale trasportato  in barella
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Un paziente all'ospedale trasportato in barella

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sullo stop al contributo per le dimissioni ospedaliere difficili 

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FERRARA. L’impulso alle dimissioni di quei ricoverati che hanno bisogno di assistenza più che di cure, quelli che in ospedale finiscono per togliere posto e attenzione a chi davvero necessita di prestazioni mediche, è un’esigenza comprensibile. Ma in una comunità che invecchia, con gli indicatori economici che erano ai minimi regionali già prima della crisi, del terremoto e della mazzata di Carife, deve necessariamente prevedere una rete di protezione nel passaggio alle residenze sanitarie assistite. Percorsi semplici, verifiche programmate dello stato di salute, un aiuto per pagare le rette, dicevano i vertici della sanità ferrarese, introducendo la novità delle “dimissioni protette” con “continuità assistenziale”. Era solo lo scorso anno.


A distanza di appena tredici mesi, i contributi economici sono spariti. Sospesi, precisa l’Asl, con lo stesso termine che la legge riserva al servizio militare obbligatorio: prima c’era e ora no. Prima, tra settembre 2017 e lo scorso ottobre, i ferraresi che lasciavano l’ospedale per una Rsa potevano contare sulla prima mensilità gratuita; ora, con l’inizio di novembre, si trovano a pagare da subito: 1.500 euro nella migliore delle ipotesi, 3.500 a tariffa piena. La decisione è stata presa da Asl e Comuni di fronte all’evidenza che le prime risorse stanziate sono agli sgoccioli (resta qualcosa solo nel distretto dell’Alto Ferrarese), bruciate dalla scelta inconsueta di non attivare filtri d’accesso al bonus e parametri di reddito.


Per tredici mesi nessuno ha pagato, neppure chi se lo sarebbe potuto ampiamente permettere; ora sono chiamati a pagare tutti, anche chi proprio non ne ha: non è giusto, né sostenibile. Una stortura, che sarebbe rimasta sottotraccia, se la Nuova non l’avesse inquadrata e raccontata. Ci aspettiamo che la sanità pubblica, Regione e Comuni, si attivino per rettificarla in tempi rapidi.
Buona domenica.

Luca Traini

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